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Uel Camilo

Lo stilista delle celebrità e creatore di haute couture racconta a LICHT Magazine il suo meraviglioso viaggio nella moda, dagli esordi fino all'ultimo esperimento creativo nel prêt-à-porter.

1. Com'è iniziato il suo percorso nella moda?

- Una passione per la moda è sbocciata sin da bambino e cresciuta con me, grazie anche all'apporto della mia famiglia, con due nonne sarte e una madre artista. Mia nonna lavorava a casa e faceva abiti su misura per alcune clienti private e spesso mi cimentavo anche io. Dopo aver frequentato la Scuola delle Belle Arti di San Paolo, a 17 anni, ho iniziato a lavorare in un atelier di moda. Dopo diverse e importanti esperienze professionali, mi trasferisco in Italia, a Milano, dove nel 2012 ho dato vita alla mia omonima casa di moda; con la Primavera Estate 2015 ha debuttato la mia prima collezione di prêt-à-porter.

2. Sua madre è pittrice ed entrambe le sue nonne si occupano di sartoria. Quanto questo l'ha avvicinata a questa realtà e in che modo?

- La moda e l'arte hanno condizionato la mia vita fin dalla nascita. Ricordo che mentre mia nonna cuciva, io mi sdraiavo sotto il suo tavolo da lavoro con carta e matita e passavo ore a disegnare e a immaginare abiti da sogno. Da qui ha preso il via la mia passione, che ho poi portato avanti e perfezionato nel corso degli anni.

3. Lei è un designer brasiliano, trapiantato a Milano dove ha debuttato nel 2007 con la sua prima collezione dedicata al Made in Italy. Perché ha scelto l'Italia per far sbocciare il suo lavoro?

- Ho sempre identificato la moda con l'Italia, in cui si trova la più alta concentrazione di designer famosi; il Made in Italy, frutto di qualità, di materiali pregiati, di cura nella lavorazione, è sinonimo di qualcosa di unico ed esclusivo, che non si trova da nessuna parte al mondo. Successivamente ho conosciuto una persona che ha creduto in me e mi ha sostenuto durante il cammino iniziale, cosa che mi ha permesso di avviare la mia attività

4. Che rapporto esiste tra lei e le sue origini?

- Sono orgoglioso delle mie origini carioca che si riflettono anche nel mio stile: la sensualità brasiliana caratterizza le mie creazioni e mi aiuta nella ricerca e nello studio del corpo femminile. A questo aggiungo la maestria dell'artigianalità italiana, l'unica in grado di far sognare le donne di tutto il mondo.

5. E tra lei e sua moda?

- Un rapporto di passione profonda, direi. La moda ispira tutta la mia vita e viceversa, creando un circolo virtuoso di influenze reciproche che caratterizza, da sempre, la mia esistenza.

6. A quale tipo di femminilitsi sente più vicino come stilista? Quella mediterranea o quella brasiliana e in cosa differiscono, secondo lei?

- La femminilità è universale e il mio desiderio, quello che muove la mia moda, è proprio quello di metterla in risalto in ogni donna grazie alle mie creazioni. Penso che la femminilità brasiliana e quella mediterranea siano molto simili, entrambe caratterizzate da una sensualità molto forte, espressa ovviamente in modi e con intensità differenti.

7. Oggi le sue collezioni d'alta moda sono distribuite in tutto il mondo e indossate da personalità influenti. Perché ha deciso di dedicarsi alla creazione di una moda d'elite e in cosa la appassiona?

- L'alta moda è eterna ed è il terreno dove si può parlare del sogno in qualsiasi momento e per qualsiasi donna. Inoltre l'intero processo creativo mi da molte soddisfazioni: la creazione di un unico capo comprende molteplici aspetti - dal disegno al lavoro a mano- e tante prove, tante ore di manualità, per arrivare ad avere un solo abito da sogno.

8. Quali sono le sue muse, le sue ispirazioni e come desidera raccontarle attraverso le sue collezioni?

- Le mie ispirazioni sono sempre e soltanto le donne, e il desiderio di renderle ancora più belle con i miei abiti: a questo desiderio si unisce un lungo lavoro di ricerca e di studio, che completa e perfeziona l’idea iniziale. Non ho nessuna icona in particolare ma sensazioni che cambiano di stagione in stagione: tutto quello che mi circonda, anche un profumo che mi stimola, fa in modo che si delinei nella mia mente un abito, un taglio, un pensiero. La sfida è poi quella di rendere questa idea iniziale una creazione.

9. Di recente ha lanciato la sua prima collezione di pr-à-portr. E’ stata una sfida o un esperimento creativo?

- Entrambe le cose, direi, perché il prêt-à-porter mi permette di raggiungere una clientela diversa di donne e, di conseguenza, cimentarmi con un processo creativo differente. Rimane lo stesso obiettivo dell'alta moda, ovvero la creazione di qualcosa di bello capace di impreziosire ancora di più la femminilità e di esaltare il fascino e la personalità di ogni donna, in ogni situazione.

10. In cosa riconosciamo la sua mano, all'interno di tale progetto, e quali sono le speranze per questo nuovo viaggio creativo?

- Il mio stile è sempre lo stesso, ovviamente declinato in creazioni che sono meno legate all'occasione. Mi auguro che questo progetto possa crescere e confermare le soddisfazioni che mi sta dando fin dal suo debutto.

Ilaria De Leonardis 

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