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Florian Meacci

Appassionato di fumetti, arte e fotografia, il giovane e talentuoso illustratore di moda Florian Meacci racconta a LICHT Magazine la sua storia, le sue manie e la sua arte.

1. Come ogni vero artista, disegni probabilmente da quando sei bambino; in quale momento della tua vita hai capito che tutto questo sarebbe diventato la tua professione?

- "Ho iniziato a leggere fumetti all'età di 13 anni e più o meno nello stesso periodo ho iniziato a disegnare. Ero solito copiare le mie copertine preferite; a scuola disegnavo su tutti i quaderni possibili. In classe tenevo sempre una qualche bozza sotto i libri ed ogni volta che la maestra non guardava, mi mettevo a disegnare. Adoravo passare ore ed ore così, con una matita in mano, e sognavo di poterlo fare tutto il giorno, tutti i giorni, motivo per cui ho cercato di farlo succedere".

2. Quali sono stati i tuoi studi? C'è qualche percorso di studi particolare che consiglieresti ai giovani creativi sparsi per il mondo oppure credi che sia tutta una questione di talento?

- "Inizialmente avevo studiato Animation 3D, ma non mi piacque molto; stare tutto il giorno di fronte ad un computer ad inserire numeri per creare colori non faceva per me, così ho intrapreso un corso biennale di Graphic Design sperando poi di diventare illustratore. L'idea era che, se non fossi riuscito a diventare illustratore, almeno avrei avuto un diploma in qualcos'altro che mi piacesse fare. È difficile dare consigli, dal momento in cui ognuno è differente, ciò che penso, però, è che sia giusto provare più strade prima di trovare ciò che si ama fare realmente".

3. Ho letto che sei un vero appassionato di fumetti, quanto realmente questa passione influenza la tua arte/il tuo lavoro?

- "È ciò che mi ha fatto prendere una penna in mano. Credo mi abbia davvero aiutato a capire la composizione artistica e a crearne una mia. Stranamente però non ho ancora mai disegnato nulla relativo al mondo dei fumetti, per questo ho deciso di iniziare nel 2016".

4. Cos'altro ti ispira quotidianamente?

- "Tutto: altri artisti, quadri, la moda. Utilizzo molto la fotografia di moda come punto di riferimento. Passo molto del mio tempo leggendo fumetti, guardando lavori di altri artisti (molti dei quali su Instagram), sfogliando libri d'illustrazione che ho a casa oppure fashion magazines".

5. Tra le tue collaborazioni ci sono molti celebri nomi del Fashion System come Dolce&Gabbana, H&M e A Magazine. Cosa pensi della moda di oggi? Credi possa essere considerata una vera e propria forma d'arte?

- "Mi piace molto la moda ma non ne sono un amante totale; non è il mio interesse principale come, per esempio, i fumetti. Però sì, credo fermamente nel suo essere una forma d'arte. Qualche mese fa sono stato alla retrospettiva dedicata ad Alexander McQueen al V&A Museum di Londra e, dopo averla vista, posso affermare che sia totalmente impossibile non considerarla arte. I suoi abiti raccontano storie. È come quando osservi il quadro di un qualsiasi altro artista, lo guardi e pensi ‘okay, molto carino’, poi leggi la descrizione accanto, ne capisci il significato e improvvisamente te ne innamori. Mi è successa la stessa identica cosa a quella mostra; persone come lui o John Galliano sono senza dubbio artisti".

6. Trovo che la tua tecnica sia veramente originale; tutti i tuoi sketches sono solo parzialmente colorati, con qualche dettaglio messo in contrasto. Qual è l'idea dietro tutto ciò? Cosa vorresti esprimere?

- "Mi piace molto il contrasto tra i due e inoltre mi aiuta a concentrarmi su alcune parti della composizione; la maggior parte delle volte, però, è perché alcuni clienti vogliono un po' di colore sulle figure e non solo bianco e nero (ride, ndr)".

7. Se avessi la possibilità di andare a cena fuori con un qualsiasi celebre artista, chi sarebbe lei/lui?

- "È quasi impossibile scegliere, ce ne sono così tanti; dipende dalla categoria (artistica) di riferimento: come illustratore James Jean, come fumettista Olivier Coipel, come illustratore di moda David Downton, se invece si tratta di arte contemporanea Damien Hirst. Si può prenotare un tavolo molto grande?!?".

8. La tua prima esposizione ha avuto luogo a Lione nel 2014 con il nome di "Abécédaire", con Mathieu Gazaix come collaboratore. Raccontaci di questa esperienza, da dove viene l'idea di trasformare semplici lettere dell'alfabeto in delle vere e proprie opere d'arte?

- "È stata una cosa molto entusiasmante da fare. La storia completa è la seguente: dal momento che non vedevo il mio amico da molto tempo (Mathieu Gazaix ed io eravamo compagni alla scuola d'arte), lui decise di organizzarmi una mostra cosicché io avessi una buona scusa per andare a trovarlo. Per ringraziarlo decisi di chiedergli di fare questa cosa insieme; l'idea dell'alfabeto è nata per far connettere più facilmente le persone con il progetto. Abbiamo così diviso l'alfabeto in due esatte metà, una per me e una per Mathieu... Anche per mixare e contrapporre due diversi stili. Riguardo le singole lettere, abbiamo semplicemente fatto ciò che ci piaceva: alcuni riferimenti venivano da una parola che iniziava con la lettera in questione, a volte si è trattato di pura casualità".

9. Sei francese ma hai deciso di trasferirti e vivere a Londra. Sapresti descrivere con tre semplici aggettivi questa città? In che modo una metropoli come Londra influenza un giovane e talentuoso artista come te?

- Libera

- Creativa

- Tempo orrendo

Non sono sicuro di come Londra mi ispiri giorno dopo giorno, ma sono sette anni che mi trovo qui e mi sento veramente bene. Ho iniziato illustrazione qui, quindi non so se è la città che in qualche modo mi abbia aiutato creativamente parlando, resta il fatto che sarà sempre un posto veramente speciale per me".

Noemi Clarizio

English text

1. As every real artist you probably draw since you were a child; at what point of your life did you understand that this would have become your profession?

- "I start reading comics at 13 and started to draw kind at the same time. I used to copy my favourite cover; at school I used to draw on all my homeworks. In class I always had a drawing under the copy of my work and when the teacher wasn't looking I was drawing. I loved spending hours and hours doing that and dreamed to be able to do that all day long, so I tried to make that happen".

2. What are your studies? Is there a particular educational path that you would suggest to all the young creatives all over the world or do you think that it's all about talent?

- "I first studied Animation and 3D but I didn't like it. To be on a computer all day and enter numbers to create colors was not for me, so I did a 2 years rench course in Graphic Design but hoping to become an illustrator. I thought if illustration doesn't work I have at least a diploma in something else that I like. It's hard to give advice as everyone is different, but it's ok to try stuff before finding what you really like".

3. I've read that you're really crazy about comic books, how much this passion influence your work/art?

- "This is what put a pen in my hand. I think it really help me to create and understand composition. Weirdly I don’t draw anything related to comic books, but I decided to start in 2016".

4. What else does inspire you in your every day life?

-"Everything: other artists, paintings, fashion. I use a lot of fashion photography as reference. I spend all my free time looking at comic books, other artists work's (a lot of on Instagram), illustration books I have at home or fashion magazines".

5. Among your collaborations there are some really important fashion names as Dolce&Gabbana, H&M and A Magazine. What do you think about Fashion today? Can it be considered an "Art"?

- "I like fashion but I'm not crazy about it. It's not my main interest, I much prefer comic books. But yes, I definitely think it's art. I went to the Alexander McQueen exhibition in London few months ago and, after seing that, it's impossible to say it's not art. His clothes tell stories. It's like any other artist you see a painting and you are like ‘okay it’s nice’ and when you read the description next to it and realize the meaning behind it and you suddenly love it. The same happened to me at this exhibition. People like him or John Galliano are definitely artist".

6. I found your technique really authentic; All of your sketches are partially colored and with some details put in contraddiction. What's the idea behind? What do you want to express?

- "I like the contrast between the two and it helps to focus on some parts in the composition; but most of the time it's because clients wants some colors on the pictures and not just black and white (laughs)".

7. If you could have the chance to go out for a dinner with any important artist in the world, who would he/she be?

- "I can't choose, there are so many. It depends which category: if it's illustration it's James Jean, if it's comics it's Olivier Coipel, if it's fashion illustration it's David Downton, if it's contemporary art it's Damien Hirst. Can it be a big dinner table?".

8. Your first exhibition took place in Lyon in 2014 and it was named "Abécédarie" by Mathieu Gazaix and you. Tell us about this experience, how and why do you have made simple letters some true work of art?

- "That was such a cool thing to do. The all story is: since I didn't see my mate (Mathieu Gazaix and I were in art school together) for such a long time, he organized me an exhibition so I had a good excuse to come and see him. To thank him I ask him to do it with me. I came up with the idea to do the alphabet so people could connect more easily with the project. We split the alphabet in half and did one him and one me… To mix and oppose two different styles. About the letters, we just did what we like. Some ideas came with the letter link to a word and sometime it was pure random".

9. You're french but you've decided to move and live in London. Can you describe with three or four adjectives this city? How does a metropolis as London influence a young and talented artist like you?

- Free

- Creative

- Bad weather

I'm not sure how London inspire me, but it's been seven years and l feel good here. I started to do illustration here, I don't know if it's this city that helped me creatively but it will always be a special place".

Noemi Clarizio

 

 

 

                                                                                                         

 

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