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Fausto Puglisi, quando il fascino siciliano conquista gli USA

Considerato uno dei più promettenti talenti della nuova generazione di stilisti italiani, Fausto Puglisi è partito dall'America per realizzare il suo sogno di fare la moda "alla maniera di Gianni Versace".

Opulenza, fascino, carisma, grinta e sensualità all'ennesima potenza. Tagli rigorosi e color block, maestria sartoriale miscelata a tendenze più sporty, pop a tratti punk, applicazioni preziose, icone e simboli. Di chi stiamo parlano? Di Fausto Puglisi, of course!

Messinese, classe '76, Fausto Puglisi è considerato uno dei più promettenti talenti della nuova generazione di stilisti italiani. Siciliano di nascita, californiano d'adozione, la sua storia si svolge tutta tra Messina e Los Angeles, passando per New York. Il giovane stilista infatti è scappato dall'Italia giovanissimo, a soli 17 anni, con qualche soldo in tasca e un sogno da realizzare. Quello di fare la moda come Gianni Versace.

Audace, elettrico e passionale, in America ha fatto la gavetta dura, iniziando dal basso e con pazienza metodica ha scavalcato tutti gli ostacoli, arrivando prima alle star e poi al grande pubblico. Ma è stato tutto tranne che facile, e se pensate che le porte del jet-set si siano spalancate subito, vi sbagliate di grosso.

Beh, in effetti proprio di grosso no, considerando che proprio da una porta è iniziato tutto. Solo che era Puglisi ad aprirla... ai clienti! Uno dei suoi primi lavori nella Grande Mela, infatti, è stato quello di cameriere e guardarobiere nel ristorante di Robert De Niro. Ed è lì che ha conosciuto Patty Wilson, la stylist di Whitney Houston che, sulla scia dei racconti sul suo lavoro, gli ha commissionato un abito customizzato con borchie, riporti e simili, per i Grammy della cantante: una tuta di pelle che è rimbalzata su tutti i giornali. In una parola? Un successone.

In un attimo Puglisi è volato sulla West Coast, a Los Angeles, nella città dei boulevards, per vendere i suoi primi capi da Maxfield ed entrare in contatto con il gotha della moda e dello spettacolo. Le sue creazioni sono state indossate da star del calibro di Jennifer Lopez, Britney Spears, Kylie Minogue, Pamela Anderson e Katy Perry, ma il successo più grande è stato quando la costume designer, Arianne Phillips, ha vestito Madonna con il suo cappotto nero bordato di pelo, poi diventato la seconda pelle di Miss Ciccone per diversi eventi pubblici, compresi gli iconici MTV Music Awards.

Forte del successo negli States, Fausto ha deciso di tirare giù la valigia utilizzata qualche anno prima e tornare a casa per produrre una sua linea tutta Made in Italy. Visto il tanto successo americano, perché non tentare la sorte anche in terra madre? Ottime intenzioni, cattivi risultati però. Doveva essere un gioco da ragazzi per uno che ha vestito Jennifer Lopez e Courtney Love. E invece tante, troppe porte in faccia. Tanto onore in America, infatti, ma nessuna gloria in patria e per molto tempo sembrava che la sua terra natale non volesse più saperne di lui. Fino al 2010, quando Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno scelto la sua collezione nel progetto Young Designers, dedicandogli ampio spazio all'interno del concept-store di Spiga 2. E da lì, in un attimo, sono arrivate le tante amiche, fan e sostenitori italiani. Anna dello Russo, in primis, e Belen con la sua farfallina (e non provate a dire che non vi ricordate). Il successo per Puglisi ormai parla anche italiano.

 

Mai troppo minimale, troppo bon ton o troppo tradizionale: il suo mix calibratissimo celebra l'unione spregiudicata tra suggestioni punk, rock, optical, esotiche, pop, scozzesi, regali, militari, sacre e profane. Il tutto, sempre, reinventato con un rigore assoluto, esaltando in primis l'eccellenza del lavoro artigianale, i dettagli, la fattura, il rispetto di un sapere antico. La visione di Fausto Puglisi è lussuosa e iper sartoriale, i tessuti utilizzati sono quelli della tradizione, le sue cifre stilistiche il color-block, i tagli a sbieco, le applicazioni metalliche e i ricami cristallini effetto 3D. Immancabile rigore, pulizia e sensualità.

Per essere un testimone del Made in Italy Puglisi ha investito su quell'artigianalità che è parte integrante della cultura nazionale, in una costante ricerca che va oltre, sfidando forme e linguaggi nuovi, unendo l'ossessione per la precisione, la passione per il lavoro, il potere del sogno e la disciplina quotidiana. Con tutto l'orgoglio di appartenere a una storia creativa unica al mondo.

Ma non solo. Nel 2012 è arrivata la nomina dal gruppo Aeffe di direttore creativo della storica Maison Emanuel Ungaro. Con questo incarico lo stilista messinese si è trovato di fronte una nuova e prestigiosa sfida: quella di rilanciare la Maison Ungaro, traghettandola verso una moda che sta riscrivendo i suoi canoni, tenendo però ben presente quell'idea di lusso, eleganza e femminilità che storicamente si porta dietro. Puglisi ha cercato di capire e comprendere fino in fondo il lavoro del couturier, non per farne una copia, ma come punto di partenza per dare un tocco contemporaneo: ha tolto invece di aggiungere rendendo tutto geometrico, netto, sexy, emozionante.

Fausto Puglisi attualmente vende in più di 160 boutique in tutto il mondo, compresi Bergdorf Goodman a New York, Selfridges a Londra e Joyce in Asia.

Martina Briotti

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