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Anita Radovanovic, quando lo stile non segue la moda

Ha appena compiuto dieci anni il suo brand, Mes Demoiselles, ma da subito ha ricevuto consensi per il suo stile, frutto dell'unione di libertà ed eleganza. Il suo segreto? Più che un marchio una filosofia, che segua solo la propria ispirazione.

Anita Radovanovic è un connubio fra spirito gitano ed eleganza francese. La sua essenza si ritrova nel suo brand Mes Demoiselles, nato nel 2006 e subito in grado di riscuotere ampi consensi, soprattutto da parte di clienti di alta fascia.

Mes Demoiselles quest'anno compie 10 anni, è un brand giovane sebbene abbia subito ottenuto successo, tanto da essere presente oggi in oltre 500 negozi in tutto il mondo. Quali sono secondo lei i punti di forza che hanno fatto sì che la gente si avvicinasse al vostro marchio?

"La prima cosa che mi viene in mente è autenticità. Quando ho creato il brand dieci anni fa con il mio compagno nella vita David, volevo offrire alle donne la mia visione della moda e della femminilità. Le primissime collezioni erano piccole, di circa venti pezzi fra bluse, tuniche e abiti che avrei sempre voluto avere nel mio guardaroba. Il marchio, con il suo spirito bohémien, ma sempre elegante e femminile, è stato immediatamente accolto da clienti giapponesi ed italiani, due mercati di visionari del mondo della moda che esplorano nuovi nomi provenienti da tutto il mondo".

Qual è sopratutto il target a cui Mes Demoiselles è indirizzato? La scelta è stata voluta o la nascita del brand e l'interesse di un particolare gruppo di consumatori ha determinato questa scelta?

"No, questo non è il mio modo di pensare. Quando creo la mia prossima collezione vengo ispirata dalla bellezza, dal desiderio, dai ricordi, ecc, non da ʻquestioni di mercatoʼ. Non stiamo prendendo di mira nessun consumatore specifico, stiamo creando prodotti eleganti con personalità, che dovrebbero essere indossati e scelti da persone con la nostra stessa filosofia. Noi poniamo creatività, artigianato, eleganza e spirito al di sopra di tendenze e ostentazione".

In un'intervista lei ha affermato che il suo stile si distanzia dal cambiamento stagionale delle mode e ciò si riscontra anche nelle collezioni del marchio, caratterizzate da un'eleganza e una semplicità senza tempo. Quanto è difficile ottenere consensi per una griffe come Mes Demoiselles in un contesto in cui il cambiamento delle mode determina molto spesso le scelte del consumatore?

"Non direi affatto che è difficile, dipende da chi si sta cercando di sedurre. Come potrai sapere, quando abbiamo dato vita al brand, abbiamo deciso di aprire un negozio a Le Marais, dove si trovano la maggior parte degli showroom multibrand. È stato estremamente benefico per noi perché ero in contatto con donne che effettivamente acquistavano i capi che avevo creato. Questo rapporto, alcune di loro sono diventate mie amiche, mi ha ispirato e convinto che seguire le tendenze non era ciò che avrei voluto fare. Possiamo dire che oggi Mes Demoiselles non è solo un marchio, ma anche il centro di una comunità, uno stile di vita".

Durante il passare degli anni l'iter di progettazione delle collezioni ha continuato ad essere frutto delle sue scelte indipendenti o è stato influenzato anche dai gusti dei consumatori, visto il successo e la richiesta?

"Certamente sono sempre lieta quando vedo un grande numero di persone indossare un particolare capo della collezione che ho creato, ma non significa che lo proporrò nuovamente nella mia collezione successiva. Alcuni articoli sono diventati iconici e per questo decidiamo di mantenerli e rivisitarli da una stagione all'altra, ma non voglio essere guidata da tali cose quando creo una collezione. Partiamo sempre da zero, un piccolo pezzo di stoffa, un colore che ho visto durante i viaggi, un ricamo o una stampa specifici, e li trasformiamo in indumenti Mes Demoiselles".

Il brand è legato alla tradizione. Si evince dall'ispirazione delle sue origini balcaniche e dalla lavorazione artigianale dei materiali, soprattutto di fibre come la seta e il cotone. Inoltre i volumi e le forme richiamano mondi antichi e bucolici. Lo stile della maison è un connubio di romanticismo e sensualità. Ciò si denota dalle forme morbide, dalle trasparenze e dai pizzi posti sui capi. Quanto si legano queste scelte al vostro ideale di donna e quanto quest'ultimo si distanzia da quello contemporaneo?

"Non bisogna confondere tradizione e passéism. La tradizione è l'origine delle nostre culture, la base stessa di tutto ciò che è destinato a durare, una miscela di storia passata e fiducia nel futuro. Quando creo le collezioni, sono ispirata dalla tradizione, ma non solo da quella balcanica. Le tradizioni europee, russe, indiane, africane e asiatiche sono per me un'immensa fonte di ispirazione. Ogni volta che viaggio in qualche posto, riporto indietro ricordi e tracce di tradizioni che saranno inserite in qualche modo nelle mie collezioni. Le donne di oggi non solo l'antinomia della mia passione per la tradizione, anzi, il contrario".

Sempre relativamente allo stile del marchio, gli unici accessori proposti sono sciarpe, cinture di cuoio e cappelli, sempre su toni neutri. Quali sono i motivi che hanno portato alla decisione di non incorporare accessori più vistosi o particolari?

"Non direi che si tratta di una decisione di per sé. Come sai, sviluppo personalmente l'intera collezione Mes Demoisellles e sono una perfezionista. Moltissime persone vorrebbero che creassi borse, scarpe e cappelli, e ad un certo punto lo farò. Continuando a seguire la griffe sarà possibile vedere che le collezioni di ogni stagione di Mes Demoiselles offrono nuovi prodotti. Per la collezione Autunno-Inverno, vedrai che ho aggiunto una capsule di montoni che stanno già diventando iconici".

Per il brand è molto importante il concetto di movimento, sottolineato dalla scelta di capi ampi, morbidi e fluidi che risaltano il corpo. Sempre in un'intervista ha affermato che ciò nasce per la sua passione per la danza, che ha anche praticato. Per quale motivo questo concetto è così importante e quali sono i punti in comune fra la moda e il mondo della danza?

"Libertà!"

Per la collezione Primavera/Estate 2016 i colori dominanti sono il bianco, i toni del rosa, del blu e del marrone. Molto presente è il denim per diversi capi di abbigliamento e anche il nero spicca su bluse, abiti e gonne.

"L'animo gipsy e bohémienne del marchio è vivo e si denota dall'ambientazione della campagna pubblicitaria, ambientata in India, dove i colori accesi della città sono in contrasto con le tonalità neutre dei capi, mentre le inquadrature del deserto assecondano questa semplicità e sono in contrasto con la fluidità dei capi".

Per quale motivo la scelta per la presentazione della collezione è ricaduta su questi due ambienti?

"La campagna pubblicitaria è stata girata in Marocco, una meta che ho sempre trovato di ispirazione per i colori brillanti e la cultura vivace, che sono caratteristici di questo paese. È incredibile che tali colori e cultura travolgente nascano in un paese coperto per la maggior parte dal deserto del Sahara".

Durante gennaio 2016 a Milano, al White, il salone dedicato alle precollezioni donna, è stata presentata la collezione Autunno/Inverno 2017. Qual è stata l'ispirazione alla base delle creazioni di quest'ultimo anno?

"La Scozia, con i suoi paesaggi e colori davvero particolari è stata fonte di ispirazione per me. Sia il tartan che le sfumature autunnali delle montagne scozzesi hanno influenzato parte della mia collezione. Inoltre, i colori della catena montuosa dell'Atlante in Marocco mi hanno ispirato".

Mes Demoiselles ha attirato l'attenzione di icone del mondo della moda come Alexa Chung e Sarah Jessica Parker, e ciò è indicativo per determinare il livello di gradimento del brand. Qual è il nome, o i nomi, che Mes Mademoiselles vorrebbe vestire?

"Per me non è importante ʻchiʼ, ma ʻperché e comeʼ. Mes Demoiselles veste numerose personalità e ciò che amo è che queste icone vengono da noi perché amano ciò che facciamo. Sarah Jessica Parker, Vanessa Paradis, Laura Smet, Isabelle Adjani, Florence Foresti, per citarne alcune, vengono nei nostri negozi con la volontà di essere vestite da Mes Demoiselles. Inoltre qualcosa di veramente toccante è accaduto alla fine dello scorso anno. Julia Roberts in un articolo per ELLE Magazine indossava una gonna del nostro brand. Ha adorato così tanto il capo da chiamare la nostra sede principale poiché voleva acquistarne una ma non l'aveva trovata presso i nostri rivenditori a Los Angeles. Ha ritirato la gonna nel nostro store a Le Marais e ho amato il suo atteggiamento".

Giulia Porceddu

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