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The Circle at Live Archives

Una mostra in cui la moda espone il lato dark di sé stessa, rifiutandone l’opulenza, i flash, ma vestendosi dei più alti nomi in circolazione.

Sembra che nel mondo della moda e di noi suoi comuni adepti ci sia uno stretto count-down in atto: dal 27 Novembre al 5 Dicembre ad essere precisi, date in cui gli spazi di Live Archives a Londra (81, Mare Street, ndr) ospitano la mostra The Circle, dedicata al "lato oscuro della moda".

Qui sono esposte le creazioni di maison internazionali del calibro di Alexander McQueen, Ann Demeulemeester, Dior Homme, Maison Margiela, Rick Owens, Vivienne Westwood e molti altre. L'esposizione è stata ispirata dal componimento sulla moda di Elizabeth Wilsons "A note on glamour", da cui è scaturita un'alternativa al binomio moda e celebrità, un rifiuto per la sfrontatezza della self-exposition, degli sgargianti lustrini e dei flash della ribalta; oltre ad una chiara associazione tra moda e occulto, risalente alle antiche radici celtiche.

Creata da Jeffrey Horsley, la mostra è un chiaro richiamo al lavoro di Cecil Beaton, noto fotografo di moda, e i marchi sopracitati sono mixati al fine di ottenere un effetto editoriale più che curatoriale. In particolare, alcuni capi non sono semplicemente esposti ma indossati da modelle viventi e, per chi di voi non fosse già sufficientemente interessato, è presente una selezione di abiti in vendita ai visitatori.

L'intero progetto verte sul fascino che trascende la norma, che si discosta dalla lettura della moda come sfarzo e opulenza, sfidando le nostre stesse aspirazioni. Il tono è volutamente dark, immaginifico, intriso di un mistero tanto estetico quanto profondo, che si veste di alcune delle più grandi menti creative del nostro millennio.

È questo il caso di Alexander McQueen, figura tra i più alti esempi di genio creativo, e degli incubi che lo hanno ispirato, conducendolo a creare un intero immaginario gotico, esoterico e fuori dalle regole dell'haute couture, allontanandolo però dalla vita stessa. Quello che si definisce un genio tormentato.

Dior Homme, sotto la guida dell’incredibile talento di Hedi Slimane, si è mosso verso la semplificazione delle silhouette, verso l'eliminazione dello sfarzo in sé, con un uomo di nero vestito.

Vivienne Westwood non solo fu colei che traslò il punk dalle strade alle passerelle, ma è la perfetta incarnazione vivente dell’impegno politico e sociale "vestito" dalla moda dagli ultimi anni a questa parte, unito alla sapiente destrutturazione dei capi e della moda in sé.

Ann Demeulemeester è un connubio di grunge, post-grunge, punk, vintage, androgino e candore, il tutto raccolto in uno scrupoloso decostruzionismo stilistico.

Questi sono solo alcuni dei nomi presenti nella mostra e solo alcuni stilisti/brand che ne raccolgono l'essenza di moda contro moda, di semplificazione ai minimi termini, di mistero e di ignoto, di bellezza oltre la bellezza stessa.

Ilaria De Leonardis

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