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Paris Fashion Week FW 2016-17: le collezioni per la stagione fredda che verrà

L'intenso tour del popolo della moda che tra sfilate, presentazioni e cocktail party è partito da New York, passando per Londra ed ha preso congedo da Milano, è arrivato finalmente all'ultima tappa: Parigi.

Siete mai stati a Parigi durante la settimana della moda? L'aria frizzante di eccitazione e attesa che si respira è quasi tangibile e riesce nell'impresa impossibile di rendere la città ancora più affascinante. È inspiegabile, è un brivido che percorre tutta la schiena, è un sorriso naturale che, nonostante stanchezza e i programmi giornalieri fittissimi, non riesce a levarsi dalla faccia. È pura magia.

L'ultima Fashion Week del lungo e rocambolesco mese dedicato alle collezioni donna prêt-à-porter autunno-inverno 2016-2017, infatti, ha sancito i trend più forti per la prossima stagione fredda e, tra sorprese, debutti e vecchie conferme, continua ad essere la settimana della moda più scintillante di tutto il fashion system.

Ad aprire le danze Dries Van Noten e Margiela. Il primo, ispirandosi allo stile eccentrico, lussuoso e decadente della Marchesa Luisa Casati, nobildonna e collezionista d'arte, oltre che amante di Gabriele D'Annunzio, ha creato una collezione pervasa da un'eleganza ricercata e contemporanea, in cui maschile e femminile si mescolano fino a dare forma a un fascino ambiguo ed erotico. Camouflage, military style, cappe, patchwork, paillettes e chi più ne ha più ne metta per Maison Margiela, dove il direttore creativo John Galliano ha scelto di portare in passerella un mix di mondi diversi e lontani tra loro, in cui le forme vengono disfatte e rifatte, tagliate e assemblate a contrasto, sovrapposte con un risultato estremamente unconventional.

Un vero e proprio inno alla femminilità forte e libera da condizionamenti è la collezione di Chloé, ispirata dalle gesta della scrittrice-motociclista Anne-France Dautheville, con tute e completi in pelle che strizzano l'occhio all'estetica della frontiera e abiti leggiadri e svolazzanti di gusto country e bohémien. E sempre la femminilità è il focus della collezione FW 2016-2017 di Balmain. Olivier Rousteing non ha tradito le attese, ma questa volta con un concetto di lusso meno urlato, un'opulenza sussurrata e una coppia d'eccezione che per lui ha "swappato" colore di capelli: Kendal Jenner e Gigi Hadid. Colori soft e pastello, camoscio e angora per linee strutturate, forme piene e corsetteria di ogni genere, che costruiscono outfit perfetti per la glamourus life delle tante vip seguaci di Rousteing.

Rick Owens ha portato in passerella delle vere e proprie opere d'arte, con cappotti, vestiti e pantaloni dai volumi costruiti e ricchi di drappeggi, rappresentando una concezione puramente estetica della moda e dello stile. Qualcosa di diverso in modo assoluto, che forse è difficile da inserire nel contesto del fashion system odierno, ma che ha una forza creativa e una bellezza unica. Dopo la rottura con Alber Elbaz, Lanvin si è presentato con una collezione realizzata da Chemena Kamali e Lucio Finale fatta di quel romanticismo anni '80 che prende forma in abiti boho-chic di velluto e chiffon, trench in vinile, completi in velluto con decorazioni damascate, giacche destrutturate e colori pastello, mescolati a tinte forti come bordeaux, blu, bronzo, oro e nero. Le idee c'erano ma qualcosa è andato storto, rimandati a settembre.

Dopo l'addio di Raf Simons, anche Dior ha dovuto presentare la collezione senza la supervisione di un direttore creativo. Tra linee pulite e volant, volumi definiti e forme morbide, colori polverosi e contrasti, la proposta per la prossima stagione della maison francese guarda sicuramente il passato, rieditando tanti classici e riuscendo a scampare la momentanea mancanza di direzione. Basta invece il nome di Vivienne Westwood sul programma per scatenare l'animo punk che c'è in noi. A disegnare la collezione Gold Label, però, non è la stilista inglese, ma suo marito: Andreas Kronthaler. Una raccolta di pezzi unisex, eccentrici e sopra le righe, con la volontà di ridurre al massimo gli sprechi e la produzione di rifiuti creati con materiale di recupero.

Balenciaga, alla cui guida c'è il nuovo direttore creativo Demna Gvasalia non delude le attese, con una collezione piena di energia, colore e forza immaginifica. Un mix di suggestioni e design di indubbia bellezza, in cui spiccano le innovative anche imbottite. Creatività e sartorialità pura da Givenchy, dove Riccardo Tisci sceglie l'antico Egitto come filo conduttore. Linee pulite e design essenziale, dove lo sfarzo dell'antico popolo è ricordato con una palette di colori caldi e preziosi, da stampe che riproducono geroglifici psichedelici e gioielli dei faraoni. Phoebe Philo per Céline porta in passerella, invece, una collezione lieve e mutevole, con look che spaziano da abiti e completi ricchi di suggestioni provenienti dall'estremo oriente e cappotti di taglio maschile vagamente anni '80, in una rappresentazione poliedrica della donna contemporanea.

Ormai sono in tanti a sostenere che questa collezione di Saint Laurent Paris sarà l'ultima di Hedi Slimane e gli insider rumoreggiano di una sempre più probabile sua sostituzione con il lanciatissimo Anthony Vaccarello. Hedi sceglie di celebrare questa presunta separazione con un vero e proprio party anni '80 spettacolare. Spazio dunque a minidress in pelle, seta e lamè, fantasie fiorate e animalier, profondi scolli a "V" davanti e dietro e maniche asimmetriche, indossati con gilet e giacche dalle spalle oversize in pelliccia, bomber di diversi colori e maxi cinture. Hèrmes opta invece per linee dai volumi essenziali e giochi di sovrapposizioni, per completi dal mood metropolitano e abiti daywear sensuali e pragmatici. Stella McCartney fa un passo oltre e manda in passerella quello che potrebbe essere il guardaroba di una donna di oggi, proponendo numerosi giubbotti imbottiti, cappotti in denim, blazer in velluto con inserti in tulle, giacche e coat destrutturati da uomo, pantaloni palazzo morbidi e movimentati, completi da giorno grintosi ed eleganti e bellissimi abiti lunghi in seta, con pizzi e ricami che ricordano la lingerie.

I look scesi in passerella da Chanel sono un equilibrato mix di eleganza e concretezza, con elementi distintivi della maison come le perle, le camelie e le pagliette, mixati a un mood lussuoso e sportivo, ricercato e informale. "Se tutto è accessibile, non c'è magia". Queste le parole di Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, il premiato duo alla guida della maison Valentino, che ha scelto di mescolare l'attitudine principesca emersa nelle ultime collezioni a un mood più rarefatto, ispirato al mondo della danza e delle ballerine. Una contaminazione che regala meravigliosi abiti lunghi impalpabili, tutù trasformati in minidress, vestiti fluidi e pieni di grazia e movimento e cappotti e completi dallo stile mannish. Chapeau.

Da Louis Vuitton, Nicolas Ghesquière ha voluto elaborare le creazioni di ieri secondo il gusto di oggi. Ecco dunque giacche strutturate con tagli netti, corpetti che segnano il busto e la vita, abiti fluidi e alternanza di materiali leggeri e pesanti che rimandano ai principali elementi Vuitton. A chiudere la lunga cavalcata del fashion month è Miuccia Prada con Miu Miu, che ha presentato una collezione che strizza l'occhio all'estetica della Hollywood anni '50 e a suggestioni di nobiltà e miseria, dove tutto ciò che resta degli antichi fasti sono i vestiti. Il risultato è una collezione fluida, in cui maschile e femminile, casual ed eleganza, romanticismo e militar mood si mescolano per una moda giovane, fresca, che non ha paura di giocare.

Martina Briotti

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