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"Of my blue suede shoes"

Ovvero quando le creepers, iconiche scarpe degli anni '50 e simbolo di molte subculture giovanili, vengono rivisitate nei decenni seguenti, fino ad arrivare alla versione brogue sporty-chic proposta da Prada: un vero must!

Conosciute inizialmente come "Hamilton", ma più precisamente chiamate "Brothel Crepeers", le scarpe di cui stiamo parlando rappresentano il simbolo per eccellenza di intere subculture giovanili degli anni '50 e '60. Nate originariamente come calzature da guerra, con una suola molto più alta e rigida del consueto, continuano ad essere indossate dai soldati inglesi anche una volta che questi rientrano in patria.

 

Non passa molto tempo prima che i giovani ribelli di Soho e Kings Cross inizino ad indossare questi stivaletti militari che George Cox rivisitò in chiave fashion e chiamò appunto "Creepers". Suola para spropositatamente alta, dai 4 ai 6 cm, allacciatura a quattro anelli e di pelle lucida o scamosciata, le creepers, scarpe tanto "grossolane" quanto celebri, diventano parte integrante e sinonimo di una società in tumulto e cambiamento. Abbinate a giacche di velluto, pantaloni a tubo e black leather jackets da biker, le "blue suede shoes" cantate da Elvis Presley sono dei must indiscussi nel guardaroba dei Teddy Boys, dei Mod e dei Rockabilly che, tra una manifestazione e l'altra, conquistano la Londra underground e non degli anni '60.

 

 

La contestazione giovanile però passa, tuttavia le creepers restano. È grazie a Vivienne Westwood, infatti, che le scarpe dalla para alta vengono adottate da nuove subculture e gruppi sociali come i punk, gli indie e gli ska, evitando così il terribile oblio. Nel corso dei successivi decenni pochi sono stati gli stilisti, come Sonya Rykiel, a proporre, senza scadere nel puro citazionismo, versioni creative delle scarpe ribelli.

 

Poi, quando tutto sembra perduto, arriva Prada con la sua immancabile voce fuori dall'ordinario. Le creepers by Prada sono infatti una vera rivoluzione, un mix di espadrillas, sneakers e creepers stesse, proposte in moltissime ed originali colorazioni e tessuti. Introdotte dalla S/S 2011, sia nella versione femminile che maschile, e diventate quasi immediatamente un cult, le creepers by Prada, di ispirazione decisamente sporty-chic, propongono una vera e propria decontestualizzazione

 

Se infatti le scarpe in questione nascono come icone di una radicale ribellione, sono finite invece con l'incarnare i valori di una gioventù molto più che agiata. Stile brogue e con sporadici inserti preziosi, le creepers disegnate da Miuccia Prada affascinano e si rivolgono ad un pubblico fatto di raffinati influencers e graziose socialites, che con i punk di fine anni '60 veramente poco hanno a che fare.

 

Notevole inoltre l'enorme sperimentazione dei materiali della para, tra i quali i migliori risultano essere la corda, la gomma e la plastica, e il perfezionamento del packaging, sempre piuttosto sobrio e decisamente di classe. Le creepers del marchio vengono indossate veramente da tutti: da Beyoncé a Elle Fanning, da Jude Law a Marc Jacobs e, ancora, da Rihanna a Simone Marchetti.

 

Adatte ad ogni tipo di outfit, con la loro ricercata sobrietà e raffinatezza, perdono del tutto la loro grossolanità iniziale diventando così le scarpe perfette sia per uno scatto di street-style che per sedere al front-row (che poi in fondo sono ormai la stessa cosa, no?!). Insomma la loro intramontabilità l'hanno più che provata, ora spetta solo a voi decidere: creepers sì oppure creepers no?

Noemi Clarizio

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