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Maison Kitsuné fa tendenza a suon di musica

Il brand, tra radici parigine e influenze orientali, integra moda e musica. LICHT Magazine ne analizza lo stile, dall'intuizione iniziale alle boutique più importanti.

Moda e musica intrattengono da sempre un rapporto privilegiato, di sostegno reciproco. Basti pensare a Jeanne Paquin e Paul Poiret, antesignani dei moderni stilisti, che si ispirarono a corpi di ballo e stelle della danza per i loro abiti. Oppure alle primissime sfilate con sottofondo musicale, o ancora a quelle odierne, con il soundtrack, la "colonna sonora" del défilé divenuta parte integrante del défilé stesso. Impensabile oggi una passerella senza adeguate tracce musicali a scandire le uscite; sono quindi ambiti che si intrecciano ed arricchiscono a vicenda da secoli.

Maison Kitsuné ha consolidato questo legame così radicato, fondendo le sue componenti. Il progetto nasce nel 2002, quando Gildas Loaëc e Masaya Kuroki, due amici con alle spalle esperienze diverse (il primo già manager dei Daft Punk, il secondo architetto con la passione per il design, ndr) decidono, partendo dall'interesse comune per moda e musica, di unire le forze. La scelta del nome ricade su "Kitsuné", traduzione giapponese di "volpe", che è poi il simbolo del marchio.

Dopo tre anni trascorsi lavorando come discografici, Loaëc e Kuroki sviluppano una linea di abbigliamento e presentano la prima collezione. I punti di forza? Capi ed accessori dal design pulito, essenziale, con l'immancabile tocco trendy a renderli moderni; pricing contenuto rispetto alla concorrenza; focus su pezzi "easy" e versatili come camicie, felpe, maglie, a cui vanno affiancate proposte dall'accento marcatamente fashion; diversi modelli di riferimento, che spaziano dall'ispirazione "collegiale" tipica del preppy americano allo sportswear, senza dimenticare suggestioni orientaleggianti, tanto che è evidente il richiamo a Rei Kawakubo di Comme des Garçons. Dal 2005 le collezioni Maison Kitsuné vengono presentate durante la Fashion Week di Parigi o eventi come Pitti Immagine. L'ultima collezione maschile - Fall 2015- verte sul guardaroba informale e sulla tendenza generale al mix and match: si accostano capispalla tradizionali a modelli mutuati dallo sport, pantaloni sartoriali slim al pull oversize, il motivo check al pied-de-poule versione "macro". La collezione RTW donna prevede invece look da adolescente in golfino, gonna, calze a vista e sneakers, oppure minidress completati da scritte-logo; si passa poi ad outfits più spregiudicati (t-shirt scollate, mini in tessuto, jeans a sigaretta, tacchi alti) per finire con completi in denim dalle forme anni '70, maglie in lurex, pois e fantasie optical. A unire le due linee lo sfondo (un ufficio con fotocopiatrici e arredi vintage) e l'ironia, dalle frasi spiritose alle stampe colorate, comprese le rielaborazioni grafiche dell'iconica volpe.

Sempre attento alle dinamiche del fashion system, Kuroki ha legato il nome di Maison Kitsuné ad altre aziende, con le quali ha collaborato per fortunate capsule-collection: basti pensare alle partnership con Oliver Peoples per occhiali da sole "limited", con il celebre concept store Colette, con marchi del calibro di Pierre Hardy e J. M. Weston, specializzati rispettivamente in sneakers e calzature di lusso. Con gli anni si sono moltiplicati gli spazi dedicati alla griffe, tanto negli shop multibrand quanto nei department stores più esclusivi. È stato poi il turno delle boutique monomarca aperte nei centri nevralgici dello shopping mondiale. La città con più punti vendita, ben quattro, è Parigi, fondamentale nella visione del brand per ovvi motivi, stilistici e non. Seconda solo alla capitale d'Oltralpe è in questo senso Tokyo, con il suo store gigantesco che occupa un intero edificio.

I due fondatori hanno riservato uguale attenzione agli sviluppi della casa discografica, contribuendo notevolmente all'affermarsi di gruppi musicali e cantanti emergenti; si possono fare diversi nomi: Citizens, Phoenix, Is Tropical, Yelle, ecc. Band riconducibili a vari generi, tra cui indie-rock, synthpop e new-wave. La varietà nell'offerta musicale è solo una delle chiavi del successo targato Kitsuné. Altre ragioni sono da rintracciare nei party ed eventi organizzati per i "propri" musicisti, nelle frequenti compilation disponibili anche sull'e-shop ufficiale, nelle iniziative che legano la linea di abbigliamento ai cantanti stessi. Questi infatti, oltre a vestire Maison Kitsuné in occasione di concerti, tour e video, vengono coinvolti nella realizzazione di tracce ad hoc per i défilés o reclutati per le campagne pubblicitarie.

Forte di un fatturato in crescita, attestatosi nel 2014 a quasi 16 milioni di euro, la coppia Loaëc-Kuroki ha in serbo altre iniziative per il futuro. In primo luogo nuove inaugurazioni, poi collaborazioni di vario tipo con nomi della scena musicale contemporanea e progetti volti ad ampliare l'offerta di prodotti del marchio. L'inossidabile alchimia tra moda e musica alla base del progetto sarà probabilmente non solo rafforzata, ma estesa al lifestyle in senso ampio. Potete star certi che la volpe Kitsunè continuerà a far parlare di se a lungo.

Marco Marini

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