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Dsquared2, venti anni da protagonisti del fashion

Gli esordi, le passerelle, gli ammiratori di Dean e Dan Caten. I gemelli canadesi sono pronti a moltiplicare gli sforzi per far crescere il brand sotto ogni aspetto, cominciando dal lifestyle.

Festeggiare un traguardo come i due decenni di attività, specie nel fashion biz, non è di sicuro facile. Dean e Dan Caten sono riusciti a coronare il loro sogno, ovvero affermarsi nella moda con un marchio che li rispecchia fedelmente. I due gemelli sono nati nel 1964 a Toronto, dove si interessarono ben presto agli abiti. Dopo un semestre alla Parsons School of Design di New York, il loro primo incarico di rilievo fu presso l'azienda Ports International. Nel 1991 arrivarono a Milano per collaborare con diverse griffe, tra cui Diesel di Renzo Rosso, che si rivelò figura cruciale per i due stilisti. Finanziò infatti il primo progetto dei gemelli, focalizzato sul denim. Nacque così l'etichetta "Dsquared2", ovvero "D al quadrato al quadrato". I fratelli prediligevano da sempre i jeans, volevano rivoluzionarne il mercato con modelli dal design innovativo, curati in ogni dettaglio. La linea ebbe ottimi riscontri e Rosso decise di supportare i Caten nello sviluppo di un marchio vero e proprio.

Nel 1995 venne organizzata la prima sfilata maschile, rinominata "Homesick Canada". Già al tempo spiccavano caratteristiche che sarebbero diventate le armi vincenti di D2, come i chiari rimandi ai luoghi d'origine e l'attento bilanciamento tra stile irriverente, a tratti scanzonato e il savoir-faire artigianale tipico dell'abbigliamento italiano. Con il tempo i fratelli perfezionarono la formula del défilé-spettacolo, dando ad ogni show un nome originale ed una precisa connotazione. Malgrado diversi operatori del settore fossero scettici, il marchio iniziava a spopolare fra attori, cantanti, esponenti dello showbiz. Tra questi una figura chiave per D2 è stata quella di Madonna, che sancì la consacrazione del brand quando si rivolse a Dean e Dan per i costumi di scena del video di "Don't Tell Me" e poi per il "Drowned World Tour" (2002). Gli stilisti decisero quindi di estendersi al prêt-à-porter femminile. La prima collezione Donna RTW coincise con la stagione F/W 2003 e vide salire in pedana una donna appariscente, dal piglio rock, dedita tanto a mise spregiudicate quanto a look meno sexy ma dall'inequivocabile connotazione strong; ad impersonarla furono top del calibro di Naomi Campbell ed Eva Herzigova. La "Star 24/7", con i celeberrimi denim pants, le cinture dalla fibbia-logo, i parka da temperature glaciali, contrapposti ironicamente ad hot pants cortissimi, camicette e bikini, ebbe immediato successo, tanto che WWD dedicò una copertina con intervista agli astri nascenti della moda milanese.

Col passare delle stagioni il marchio ha esplorato diverse sfumature del total look. Si possono citare le due collezioni F/W 2006, contraddistinte dalla rilettura dissacrante dell'abbigliamento upper-class, con tanto di jeans strappati e capi street accostati a smoking, camicie con plastron e cravatte immacolate; la S/S 2008, dove una lady vestita da sera passeggiò in un'officina automobilistica, alternando abiti con strascico impreziositi da cristalli a costumi da bagno e tubini in nappa a sensuali minidress; la stagione F/W 2010, che coniugò il lato "dark" dell'hockey su ghiaccio e della violenza nello sport con il fashion: sfilarono modelli truccati con lividi e macchie di sangue, in un susseguirsi di minacciose maschere da gioco, giubbetti in pelle nera e stivali scuri. La "parallela" collezione Donna prese il la dalla riflessione su tematiche affini, la personalità indecifrabile di una moderna vamp che si divide tra suggestioni fetish e mise da femme fatale, con abiti declinati solo in nero o rosso, stivali in latex, vestiti strappati e logori, gioielli marcati.

Dal 1995 ad oggi il percorso dei "Caten Brothers" è stato costellato di riconoscimenti e scandito da tappe significative. Si è rivelato fondamentale lo sviluppo del retail diretto, inaugurato nel 2007 con il monomarca milanese di Via Verri; ad oggi i flagship stores Dsquared2 sono quasi 40, dislocati nei più importanti crocevia della moda: Parigi, Londra, New York, Pechino, Tokyo, senza dimenticare i rivenditori autorizzati, boutique multibrand di caratura mondiale. Sono stati poi siglati accordi per le licenze con aziende internazionali, dal gruppo ITF Cosmetics per i profumi alla Brave Kid per l'abbigliamento-bambino. Infine, un momento di svolta per l'estensione della visione D2 al lifestyle è stato l'inaugurazione del locale Ceresio 7 a Milano. Situato all'ultimo piano di un palazzo liberty, che già nel 2010 era stato ri-convertito a quartier generale della griffe, ad oggi Ceresio 7 è un punto di riferimento imprescindibile della nightlife meneghina, un locale esclusivo aperto fino a tarda sera per pranzi, cene ed aperitivi. La location è curata in ogni aspetto, dagli eleganti arredi alla raffinata zona-lounge, mentre la cucina è stata affidata allo chef Elio Sironi.

Il 2015 è stato per D2 l'anno dei festeggiamenti, inaugurati a Gennaio da una sfilata celebrativa, all'insegna dei must assoluti di un ventennio di collezioni: ad esempio i cappelli da baseball, le camicie tartan, i piumini imbottiti con colli e finiture in pelliccia, per concludere con il formalwear, ovvero tuxedo affilati, camicie con intricate trame di applicazioni, giacche scure dai revers luccicanti. Si è concesso poi il bis con la Runway Donna F/W 2015; il mood è stato leggermente variato, attingendo dall'immaginario visivo e decorativo degli Inuit ed altre comunità che popolano le foreste canadesi. Ecco spiegati i poncho animati da motivi etnici, le borse e calzature con inserti fur, l'uso smisurato della pelliccia su qualsiasi abito o accessorio; giocando sul contrasto tra i volumi oversize degli indumenti pesanti e le forme più contenute, accostate al corpo, di blazer corti, marsine e pantaloni alla caviglia, il risultato è stato un collage patchwork di cromie, materiali, vestibilità e contaminazioni. Le due collezioni si sono rivelate la celebrazione all'ennesima potenza dello stile massimalista, pomposo, iperglam associato da sempre a Dsquared. Strettamente collegate ai défilés sono le capsule Icon D20 e Icon Collection, che riuniscono appunto le icone del brand, pezzi ripescati dagli archivi oppure trasposti dalle ultime passerelle ai negozi.

Cosa riserverà il futuro ai gemelli più famosi del fashion system, dopo innumerevoli editoriali sulle riviste più prestigiose, dopo premi assegnati da magazine come GQ e una stella sulla "Walk of Fame" di Toronto? Dean e Dan non hanno perso occasione per ribadire, in ogni intervista, di essere "già pronti per i prossimi 20 (anni) a spingere sull'acceleratore". Il loro è un mix esplosivo di suggestioni e influenze, che guarda a molteplici fonti con l'obiettivo essenziale di divertire il cliente e proporgli uno stile dalle tante sfaccettature. Nonostante continui a dividere pubblico e critica, Dsquared2 fa degli ottimi dati di vendita il suo punto di forza. Noi prevediamo per la griffe un futuro... Al quadrato, in tutti i sensi!

Marco Marini

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