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Workwear, il lavoro che non dispiace

Jumpsuit e salopette, capi nati per gli operai, ormai in cima alla lista dei desideri di ogni fashion victim che si rispetti. Il workwear spopola, soprattutto nella stagione più calda. Chi ha detto che il lavoro deve essere per forza qualcosa di spiacevole?

Nonostante l'imminente arrivo della stagione estiva, e quindi delle meritate e tanto attese vacanze, con sempre maggior influenza hanno preso piede all'interno del fashion system jumpsuit, salopette e altri capi di abbigliamento che richiamano gli indumenti nati per essere utilizzati come abiti da lavoro. Poiché la tuta è un capo composto da un solo pezzo che copre sia la parte superiore sia quella inferiore del corpo, veniva utilizzata da atleti, piloti e meccanici per proteggere e coprire. Lo stesso discorso vale per la salopette, ovvero un pantalone con un prolungamento sul petto sorretto da due bretelle, anch'esso generalmente utilizzato da operai e sportivi. I punti di forza di questo abbigliamento tecnico sono la praticità e la comodità. La morbidezza dei tessuti e la semplicità delle linee agevolano infatti i movimenti. Questi capi hanno ormai acquistato un carattere più popolare, trasformandosi in indumenti indossabili in diverse occasioni, grazie alla varietà di tessuti e linee utilizzati.

Quale stagione, se non quella estiva, è la più adatta per sfruttare questo genere di utility wear? Quando i requisiti necessari diventano praticità e leggerezza per far fronte ai picchi di calore e alle varie occasioni che questi mesi caldi ci mettono di fronte, la scelta non può che ricadere proprio su ciò. Proprio per questo motivo tante case di moda hanno valorizzato e arricchito l'abbigliamento tecnico, unendo la comodità allo stile. Numerose proposte sono apparse sulle passerelle delle collezioni Primavera/Estate 2016, sia per quanto riguarda l'abbigliamento femminile, sia quello maschile.

Fra queste possiamo ricordare quella uomo di Versus Versace, ovvero una tuta in misto lana fermata da una cintura in vita, oppure quella per donna di Chloé, una salopette borgogna caratterizzata da pantaloni ampi e bretelle che sono lasciate libere sulla schiena per rendere il tutto più morbido e fluente. Wooyoungmi inoltre, brand maschile sud coreano, porta in passerella una propria rivisitazione della tuta sui toni del blu.

Anche gli e-shop di molti brand hanno inserito all'interno della loro collezione prê-à-porter diverse proposte.

Valentino presenta una salopette in denim bicolore con pantaloni ampi. Perfetta per la stagione soleggiata grazie anche al dettaglio di farfalle ricamate su tutta la superficie del capo. Haider Ackermann offre la soluzione avanguardista di una tuta nera a maniche lunghe di seta e chiffon, decorata con linee e punti di filo argentato, che vanno a creare un effetto marmoreo sul capo. La scollatura risulta quasi inesistente, ma slacciare alcuni ganci favorirà la trasformazione dell'indumento. È semplice ma vincente la tuta di 3.1 Phillip Lim, bianca. Disegnata per apparire separata è unita solo sulla schiena, lasciando una parte di pancia scoperta. L'ampiezza delle linee e la morbidezza data dalle righe bianche su tutto l'abito richiamano un'eleganza tradizionale ormai lontana. Gli elementi tipici di jumpsuit e salopette però hanno influenzato anche la realizzazione di altri capi. Un esempio è l'abito proposto da Kenzo: over, di colore fucsia e con gonna plissettata, è regolabile grazie alle bretelle unite da un gancio sulla schiena.

Nomi noti del mondo della moda hanno contribuito a rendere popolare questo fenomeno indossandone diverse tipologie.

Icone di stile come modelle ed it girls hanno fatto sì che la tuta, già popolare, ottenesse ancora più consensi. Avendola indossata sia di giorno sia di notte, hanno inoltre enfatizzato la sua versatilità. Esempi sono la modella e socialite Kendall Jenner, che indossa una salopette di stampo country; Blake Lively, che in occasione dell'ultimo festival del cinema di Cannes ha sfoggiato una tuta rossa con pantaloni a palazzo e nastro alla vita, o l'ex angelo di Victoria's Secret Rosie Huntington-Whiteley, che veste quella che a primo impatto sembra una tuta da lavoro, ma arricchendo l'outfit attraverso una cintura di pelle in vita e un paio di tacchi bianchi come il capo.

Perciò, nonostante il suo nome e la sua origine, il workwear si fa largo tra le tendenze. L'estate avanza, la routine lavorativa viene messa da parte per lasciare spazio all'ozio e alla spensieratezza, ma con il workwear anche durante le vacanze non vi darà dispiacere sentir parlare di lavoro.

Giulia Porceddu

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