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Longchamp tra heritage e modernità

Longchamp, il brand del lusso ottimistico tra storia e modernità, è forse un po' snobbato dal fashion system, ma scrive comunque ogni giorno una nuova pagina della moda tramite la famiglia, giunta ormai alla terza generazione, producendo borse e abbigliamento glamour che hanno fatto innamorare anche il jet set internazionale.

Quella di Longchamp è stata ed è tutt'ora una storia di rivoluzione familiare. L'azienda è stata fondata nel 1948 dopo la guerra da Jean Cassegrain, all'inizio si trattava di una piccola bottega di tabacco che produceva accessori in pelle per i suoi affezionati clienti, dalle pipe rivestite ai porta carte. Ogni pezzo racchiude in sé l'essenza della famiglia, se prima era il nonno ora ci sono i nipoti, alla terza generazione, a scrivere ogni giorno un capitolo nuovo, felici di non aver mai aperto le porte alla grande finanza e occuparsi di una produzione di borse e abbigliamento ready to wear che loro preferiscono definire "lusso ottimistico" piuttosto che accessibile.

Dalla produzione di tabacco nel boulevard Poissonnière alla prima boutique monomarca nel prestigioso quartiere di Rue Saint Honoré, il passo è breve. Nel 1955 si iniziano a produrre portafogli e portamonete da uomo contraddistinti dal logo del cavallo galoppante con tanto di fantino in sella, negli anni Sessanta arrivano i primi articoli dedicati ai viaggiatori, quindi bagagli in cuoio arricchiti dal pratico e utile nylon. Circa undici anni dopo viene prodotta la prima borsa da donna, per poi cancellare definitivamente gli articoli per fumatori e aprire il prestigioso monomarca nel 1982.

Oltre all'introduzione di un materiale povero solo all'apparenza come il nylon, sicuramente la mossa vincente è stata quella dell'esser passati da una produzione specializzata in pelle, forse a volte troppo austera, all'aggiunta delle componenti glamour con palette di colori quasi infinite, variazioni e combinazioni dei modelli, ma soprattutto l'aver reso iconico il design di alcune borse che nel tempo sono entrate nell'immaginario collettivo dello stile bon ton e metropolitano. Accessori adatti a vivere il quotidiano a prezzi decisamente competitivi. Il marchio non si posiziona certo nella fascia del lusso esclusivo ma la lavorazione che impiega nei suoi prodotti non è da meno; pian piano ha conquistato anche il jet set internazionale che non ha mancato le aperture dei nuovi flag e nemmeno le campagne pubblicitarie o le collaborazioni, come ad esempio quella con Kate Moss, che disegna per il brand la Gloucester, o come la capsule disegnata da Jeremy Scott con stampe pop.

Tante altre sono le star a fianco del brand, da Valeria Golino a Laura Chiatti, presenti all'inaugurazione della boutique di Roma nel luglio 2014, a Lily Cole, Mick Jagger e la figlia nonché modella Giorgia May per l'apertura del flagship store di Regent Street a Londra, fino ad arrivare ai fotografi che hanno siglato le campagne come Mario Sorrenti, Mert & Marcus e l'ultimo, Peter Lindbergh, che per la Primavera 2016 ha messo in posa davanti il suo obiettivo Alexa Chung.

Oltre alla Gloucester che forse non eccelle nel design poiché abbastanza semplice e sobria, foderata all'interno con una stampa zebrata, ci sono delle vere e proprie icone come la Pliage, riconoscibile dalla patta col bottone a pressione, disponibile in cuoio o tessuto tecnico e ben dodici varianti colore. Nel tempo si è guadagnata un posto di tutto rilievo, considerato anche il fatto che ne risultano venduti milioni di modelli. Progettata per la prima volta nel 1993, è pratica e maneggevole in quanto pieghevole, la sua forma a sacco le permette di contenere una quantità di cose che lascerebbe sbalordita anche Mary Poppins ed è pure leggerissima. Oggi tramite l'e-commerce o direttamente in boutique, è possibile richiede un servizio di personalizzazione per scegliere nel dettaglio colore, dimensioni e rivestimenti dalle stampe eccentriche.

Insieme a lei ci sono le best seller Gatsby, un vero omaggio al glamour letterario americano dallo stile androgino e forma quadrata che le conferiscono un fascino elegante ma casual allo stesso tempo. La Balzane, dove la sua forma a sella equestre fa sì che rappresenti al meglio tutta la filosofia del brand e della storica importanza del mondo della selleria. Poi c'è la Roseau, una delle prime nate, che infatti celebra il ventesimo compleanno: si divide in due linee, la Heritage e la Box. La prima è più sofisticata con dettagli in bambù , la seconda è più moderna, in pelle di vitello verniciata lucida in modo da conferire brillantezza al colore. Infine c'è l'ultima nata, la it-bag che dal 2007 ha subito conquistato il posto tra le più vendute: si tratta della Légende, una overnight bag che prende spunto dalle antiche borse da dottore.

Altro momento clou è rappresentato dal 2006, anno in cui viene nominata direttore creativo Sophie Delafontaine, nipote di Jean Cassegrain (il fondatore del brand) e figlia di suo fratello. Da qui si comincia a puntare anche all'espansione tramite una linea di abbigliamento pronta all'uso, che inserisce tutti i tratti iconici del marchio come i materiali derivanti sempre dalla pelle o da alcuni dettagli come i rivetti regolabili. La filosofia stavolta è basata sull'abito come accessorio della borsa e non viceversa. Tratti che tutt'oggi accompagnano le collezioni, come per esempio la Autunno Inverno 2015/16, decisamente sportiva con bomber, sneakers e abiti; la linea punta ad esaltare la vita o le spalle, tutto secondo un mood pulito ed essenziale, a volte il look sembra ispirarsi al mondo dei biker. Per la Primavera 2016 invece gli abiti si fanno morbidi, leggeri e la palette pastello rende il tutto quasi aulico, fresco e giovanile.

Il mondo Longchamp poteva escludere le proposte dedicate all'uomo? No! Anche perché le prime creazioni erano dedicate a lui. Oggi il marchio mette a punto una collezione di backpack in pelle di diverse dimensioni con look decisamente sportivi. Ci sono poi le cartelle business, sempre adatte per chi si porta il lavoro a casa. Si può anche optare per le sempreverdi porta documenti dal dettaglio bicolor o dalla lavorazione effetto vintage, per passare infine alle più classiche borse da viaggio con la tracolla.

Alessandro Iacolucci

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