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Faith Connexion, quando i proverbi non sbagliano

Se bisognasse attribuire una parola a questo giovane brand francese LICHT sceglierebbe "mistero". Venite a scoprire di più sul marchio parigino che vi catturerà per il suo stile e la sua filosofia.

L'unione fa la forza.

I proverbi non sbagliano mai, soprattutto se parliamo di Faith Connexion, brand rivelazione degli ultimi anni. Nasce infatti nel 2004 dalla collaborazione di due personalità completamente differenti: Ilan Delouis e Christophe Bosc.

Designer il primo, business man con competenze in ambito manageriale il secondo, danno vita ad un marchio un po' sexy e un po' rock, senza abbandonare l'eleganza francese.

Nel 2009 il marchio viene acquisito da Alexandre Allard, già azionista di Balmain da quattro anni prima.

Allard, assieme ad Alain Hivelin, presidente e azionista di maggioranza di Balmain, accorgendosi delle potenzialità del brand emergente, decide di reinventarlo, riunendo un team di designers a cui affida il compito di creare una capsule collection assieme alla modella e attrice americana Annabelle Dexter.

Christophe Decarnin, ex direttore creativo di Balmain, e la sua squadra dell'epoca: sarebbero loro il team responsabile del successo degli ultimi anni. Sebbene alcuni capi delle collezioni ricordano lo stile di Decarnin ai tempi della sua precedente occupazione, queste voci non sono mai state confermate né smentite da Allard.

Il presidente, infatti, ha affermato di volere un brand libero dalla suddivisione delle collezioni stagionali, da show eccessivamente costosi e dalla pubblicità di designers noti. Una caratteristica di questo marchio è la costante collaborazione con giovani artisti emergenti affinché possano promuovere le loro creazioni.

Per la collezione Autunno/Inverno 2015-2016 la griffe collabora con Pisco, famoso per i suoi affreschi in aree dismesse, già collaboratore di Louis Vuitton per uno show nel 2006. L'artista decora giacche e parka militari, con stampe di volatili in volo contro un groviglio di graffiti che richiamano alla mente uno spazio industriale urbano.

All'ultima collezione Primavera/Estate 2016 partecipa il writer francese Vincent Dacquin, che per la sua arte si ispira alla Pop Art, al Neo Realismo e al suo passato da graffitista per le vie di Parigi. Arricchisce parka, blazer e pantaloni cargo con graffiti colorati. Disegna inoltre rondini sugli indumenti femminili e colombe su quelli maschili.

Durante la settimana della moda parigina del 2014, il brand riscuote numerosi consensi e, ormai sulla bocca di tutti, conquista celebrità di fama mondiale come la cantante Beyoncé e le sorelle Kardashian.

Nel 2015 approda all'ultima novità: la nascita del progetto The Circle of Faith, una partnership del brand con numerose boutiques per rivoluzionare il modello di distribuzione attraverso le nuove tecnologie. Il presidente Allard sceglie il retailer francese Le Royal Eclaireur come punto di partenza per questa innovazione. Ormai entrato a far parte dell'Olimpo della moda, ha attirato l'attenzione di buyers del calibro di Luisa Via Roma a Firenze, Saks NYC e Antonioli a Milano, oltre ad apparire in numerosi multibrand in tutto il mondo.

Inaspettato il successo ottenuto in così poco tempo ma, come già detto, i detti hanno sempre ragione. Perciò lasciate che LICHT vi dica che, come in questo caso, gli ultimi saranno i primi.

Giulia Porceddu

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