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Christian Dior: "The Bar Jacket" e la rivoluzione del New Look

1947, l'anno in cui "New Look", la prima collezione Haute Couture di Christian Dior rivoluziona la storia del Fashion System per sempre, grazie alle novità introdotte nelle forme, nei tessuti e nelle strutture degli abiti, ma soprattutto grazie alla Bar Jacket, la giacca icona del marchio dall'eleganza senza tempo.

"Il mio desiderio è quello di definire il ritorno alla bellezza, ai vestiti femminili, alla morbidezza delle forme rotonde, alle gonne tempestate di fiori". (Christian Dior)

Era il 12 Febbraio 1947 quando qualcosa nel mondo della moda cambiò per sempre, quando Christian Dior presentò la sua prima collezione Haute Couture a Parigi, cementando la propria reputazione di designer nell'olimpo del Fashion World. "New Look", così chiamata, ha aperto la strada ad una nuova forma d'arte; i vestiti non erano più capi meramente pratici ma veri e propri capolavori con forme e disegni strutturati, che definivano la silhouette femminile senza la necessità di un corpo all'interno. Un artista avanguardista, un genio che ogni anno, tra il 1947 e il 1957, dava vita ad una linea innovativa, reinventando di continuo i suoi modelli, creando aspettative e tendenze; una visione che ancora oggi seguita ad influenzare le mode e gli stilisti contemporanei.

Gli anni della guerra furono rappresentati da uno stile austero, rigido e lineare che Dior riuscì a stravolgere inaugurando un senso di Belle Epoque di lusso con strati di tessuto e nuovi disegni come la "Bar Jacket", un pezzo iconico che continua a farci sognare tutt'ora grazie alle sue rivisitazioni. La giacca era caratterizzata da curve modellate e una vita segnata che accentuava il busto e fianchi imbottiti, simbolo della più alta manifestazione dell'"atavismo" drammatico di Christian Dior. Perché questo nome? Un capo d'abbigliamento destinato al pomeriggio, l'ora del cocktail negli alberghi. Insomma, il tocco perfetto per una donna bon ton e très chic. La sua silhouette a clessidra, inoltre, ha resistito oltre i tempi influenzando anche l'universo degli accessori della maison, tra cui la "Dior Bar Bag", la borsa "So Dior", l'orologio "Dior VIII" e i "Dior Oval Sunglasses", divenendo, questi, dei pezzi must senza tempo della casa di moda.

La giacca Bar, dopo la morte di Christian Dior nel 1957, nel corso degli anni è stata trasformata e reinterpretata dai diversi direttori creativi che si sono a lui susseguiti come John Galliano e Raf Simons (per non parlare di innumerevoli altri designer ispirati dal "Nuovo Look" Dior). Galliano spesso ha conferito nuovo carattere al pezzo nelle sue proiezioni Couture, ma anche nel più pratico emisfero del prêt-à-porter, mentre Raf Simons ne ha fatto la colonna portante del proprio debutto nella collezione Autunno-Inverno 2012. Tuttavia, entrambi hanno cercato di attingere dal passato per mantenere viva e non abbandonare mai l'essenza stessa dell'identità di Christian Dior, composta da grandi classici e forme asimmetriche ben costruite in grado di definire una donna versatile, eccentrica, massimale, ma soprattutto sempre e comunque estremamente femminile.

Grazie al contributo di Simons, che si dedicò attentamente allo studio dell'architettura della giacca, la Bar Jacket, apparentemente molto semplice, ma al contrario evocativa e ricercata, è divenuta patrimonio del marchio, questa volta con un'aria più fresca e moderna. Dopo il suo debutto nel 2012, lo stilista riuscì a portare la versatilità di questo capo nel regno del ready-to-wear, usando tecniche semi-couture e sperimentando con diverse silhouette, definendo, così, uno stravagante equilibrio tra mascolinità e femminilità, tra nuovo e vintage; un cambiamento che ha preso forma con uno smoking senza spalline in jacquard oro scintillante in coppia con dei pantaloni skinny da uomo, classico nella parte anteriore e sorprendente con un via vai di pannelli floreali stampati sul retro. Insomma, un pout-pourri di pura avantgarde.

Una strada tutta in discesa per il designer, il quale trasportando nella moda passione e coraggio si è spinto fino all'estremo manifestando, in questo modo, la sua grande capacità di guardare al futuro. Raf Simons ha scritto, così, un nuovo capitolo di stile nella lunga e affascinante storia di una delle più femminili e raffinate case di moda francesi, rispettando il passato della maison seppur mantenendo la sua fortissima impronta personale: urbana, originale, sperimentale, ma pur sempre in linea con la bellezza unica e naturale della filosofia Dior. Un immaginario che nel corso degli anni è diventato protagonista dei red carpet più importanti in cui cantantifashion icon e dive di Hollywood ne hanno fatto sfoggio con orgoglio e piacere. Tra coloro che non hanno saputo resistere al fascino Dior e che, a volte, sono state scelte addirittura come muse delle campagne pubblicitarie della stessa griffe troviamo Natalie Portman, Marion Cotillard, Jennifer Lawrence, Jessica AlbaCarey Mulligan, Olivia Palermo, Emilia Clarke e tante altre.

Dopo l'uscita di scena dello stilista, inoltre, anche Serge Ruffieux e Lucie Meier, la coppia di head designers "in pectore", ha seguito i passi di Simons incentrando la quasi totalità delle uscite Couture della S/S 2016 e diverse mise della F/W 2016 sul tema "Bar". Da qui si evince la volontà di omaggiare con geniale eleganza le tradizioni del brand e al contempo di introdurre un'infinita freschezza ed originalità nella creazione dei capi; un audace esercizio di stile in un rapporto sereno e continuo tra presente e passato.

Alta sartorialità, stoffe pregiate, donne che sembrano principesse, attenzione alle tradizioni, eleganza e accuratezza nei minimi dettagli, tutto questo è senza dubbio Christian Dior, colui che con la sua speciale Bar Jacket rimarrà per sempre nella storia, nella memoria, nei cuori di chi è stato in grado di apprezzare la bellezza della sua anima, dei suoi desideri, della sua passione.

Alessandra Rosci

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