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Activewear: tutti pazzi per lo sport, lo ha capito anche la moda

Moda, l'abbigliamento sportivo esce dalle palestre e si fa chic: parola d'ordine? "Comodità".

Era il 2014 quando i più innovativi e talentuosi fashion designer come Riccardo Tisci, Alexander Wang e tanti altri scoprirono un nuovo modo di indossare vestiti e accessori provenienti dal guardaroba sportivo. Tutto ciò, quando la parola Athleisure divenne un fenomeno sociale e di successo che ha saputo conquistare e rivoluzionare per sempre l'industria della moda.

Athleisure nasce dalla combinazione di athleticism e tempo libero. Molti marchi di lusso senza alcun rapporto con lo sport, come Chanel, Dior e Giorgio Armani hanno aderito a questo nuovo stile di vita, un mood sportivo non convenzionale, che ha abbattuto le barriere che separano l'abbigliamento sporty dallo streetwear. Le due attività che sono servite come base di una tale tendenza sono state lo yoga e il running, rappresentando una vera e propria dichiarazione di come indossare abbigliamento da palestra per le strade della città. Athleisure è diventato, così, un'essenza appropriata per uno sporty lifestyle, incorporando nuovi tessuti tecnici per progetti innovativi e personalizzabili, adatti sia per incontri sportivi che casuali.

Esempi di questo movimento "rivoluzionario" li vediamo nelle collezioni di diversi stilisti, che hanno voluto donare il proprio stile a brand che hanno fatto dello sport il loro punto di forza come Nike e Adidas, ma allo stesso tempo incorporare la stessa allure sportiva nelle loro capsule; uno scambio di arricchimento reciproco di idee, sensazioni, ispirazioni. Tra questi troviamo Riccardo Tisci, che ha pensato alla nuova collection NikeLab mettendo tutto se stesso e dando il proprio contributo nella realizzazione di felpe, t-shirt, pantaloni e accessori da allenamento per il marchio Nike; Yohji Yamamoto, che ha collaborato con Adidas per dare vita ad una collezione primavera/estate 2016 che vede l'introduzione di un abbigliamento altamente funzionale e della prima capsule tecnica di Y-3, dedicata interamente al futuro dello sportswear. "Y-3 è lo sport. È da sempre l'essenza e l'ispirazione centrale del brand: lo stesso motivo per cui ho approcciato Adidas nel 2002. Noi vogliamo che sia audace e questa capsule lo è, rappresentando, inoltre, il nuovo capitolo del nostro quindicennale percorso comune", ha dichiarato Yohji Yamamoto.

La parola d'ordine è: comodità. Se poi si riesce ad essere pure chic tanto meglio. Il settore dell'activewear, infatti, sembra aver preso il volo migrando dalla palestra alla strada e diventando sempre più popolare, grazie anche e soprattutto alla presenza di celebs che fanno a gara per rappresentare o disegnare piccoli pezzi atletici. Tra questi è impossibile non menzionare Fenty Puma by Rihanna: la ragione del suo successo risiede, oltre che nella personalità della cantante, nei valori derivanti dallo sport che si proiettano nei capi sotto forma di funzionalità, leggerezza e capacità di far traspirare. Un abbigliamento fashion e functional dunque, dove il comfort ha un ruolo molto importante per la scelta del vestito. C'è poi Yeezy Adidas by Kanye West, con il rapper/produttore che è stato in grado di creare una collezione caratterizzata da capi unici, il cui stile ben si adatta al ritmo frenetico del mondo contemporaneo. La linea è un trionfo di volumi contrastanti, top oversize, pantaloni, leggings stretti e corti e sneakers dall'allure futurista. Come da dettami dello street-luxury, questi abiti danno nuova forma al guardaroba sportivo, proponendo un concetto diverso di sportswear, one hundred percent absolutely stylish.

Nata di recente è Ivy Park by Beyoncé, la prima capsule activewear dal mood sporty e dal tocco sensuale, pensata e realizzata dalla cantante in collaborazione con la stilista Karen Langley per Topshop. Un'opera ideata per il movimento, di qualunque tipo esso sia, ovunque ci si trovi, e prova ne è il video realizzato dall'artista per raccontarla, che mescola immagini di repertorio a filmati di oggi: guest star a sorpresa, la figlia Blue Ivy. Infine Adidas Originals by Rita Ora, il cui brand, attraverso la manipolazione di vari tessuti e l'incontro tra moderne interpretazioni di pezzi classici con un approccio sportivo di design innovativi, ha dato vita a modelli interessanti e sorprendenti. Si tratta di veri e propri "completi coordinati" curati sia tecnologicamente sia esteticamente, tanto da divenire assolutamente indispensabili per la realizzazione di look casual ma curati allo stesso tempo. È proprio a questo livello che lo sport, come fattore sociale, è influenzato dalla moda e si intreccia con essa senza più distinguersi, anzi divenendone una sua espressione. Una crescita che non sorprende e che non sembra conoscere rallentamenti. Il perché è presto detto: la comodità che permette ad un capo di abbigliamento di resistere al passaggio delle tendenze e di poter essere indossato per tutta la giornata.

Qualche anno fa, tuttavia, lo sport era lo sport e la moda era un altro paio di maniche. Ma la liaison dei due non cominciò con le maniche, bensì con le scarpe. Negli anni Ottanta, grazie al gruppo hip hop Run DMC e la loro canzone "My Adidas" fecero l'ingresso nel fashion biz proprio queste scarpe da ginnastica con le tipiche tre strisce. Fino ad allora le trainers non erano esattamente ciò con cui ci si poteva presentare ad una festa. La cosa era però destinata a cambiare rapidamente e ormai le ginniche da allenamento occupano il posto d'onore. Prima si usavano per arrivare in ufficio, dove venivano sostituite al volo con décolletées o, almeno, mocassini. Ora invece nel cassetto della scrivania il ricambio della sneaker è semplicemente un'altra sneaker, solo più chic e perché no, anche gioiello.

Insomma, è difficile individuare precisamente il periodo in cui questi due mondi si sono incontrati e piaciuti, però una cosa è certa, ne sono venuti fuori dei "must have" che sono entrati a far parte della vita di tantissime generazioni e forse ne faranno parte per sempre. A tal proposito come dimenticare le mitiche Converse, scarpe che hanno avuto il battesimo un secolo fa ma ancor oggi rimangono attualissime. Il fondatore, Marquis Mills Converse, iniziò la produzione di queste calzature in Massachusetts nel 1908, da lì in poi è partito il processo che ha portato le case di moda a rielaborarle e reinventarle, divenendo così dei pezzi unici nella storia del Fashion World. Lo sport è di moda e per essere tale richiede un design pulito, un approccio tailored e silhouette classiche realizzate, però, con materiali premium. Tutto questo è semplicemente lo sportswear: comodità, innovazione, fashion, attitudine, creatività, passione.

Detto questo non resta che equipaggiarsi per la propria attività preferita, naturalmente senza lasciare niente al caso e sopratutto il look, fondamentale per appagare i gusti delle innumerevoli fashionistas che amano lo sport, ma solo ed esclusivamente se praticato con stile.

Alessandra Rosci

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