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Turning Tables

I piccoli, grandi cambiamenti del fashion system, dai direttori creativi dell'ultimo anno all'avvento del fast fashion.

Notizia dello scorso Ottobre: la New York Fashion Week Man cambia calendario. La manifestazione della grande mela, ormai già da un anno nelle mani del "Council of Fashion Designers of America", ha infatti spostato le date delle sfilate dagli ultimi giorni del mese di Gennaio ai primissimi di Febbraio con l'intento di allineare l'evento, che ha debuttato solo lo scorso giugno, con il resto delle principali presentazioni della moda maschile e farne un link di connessione tra le fashion week uomo e quelle donna. Lo scopo sarà, inoltre, quello di conferire alla NYFW, dedicata ad entrambi i sessi, un aspetto più moderno e ordinato, evitando l'accavallamento di troppi nomi importanti nello stesso giorno.

Una ventata di novità, quindi, che non appare come un realtà isolata, ma piuttosto inserita in quel turbinio che si dice faccia parte del sistema moda ma che ultimamente sembra diventato un vero e proprio uragano. Basti guardare lo sciame di direttori creativi mossosi nell'anno appena concluso per cogliere il succo della questione e pensare che forse la moda è o sta cambiando.

Il movimento fisico e non solo creativo di queste figure ha portato in alcuni casi ad un rinnovamento necessario e ben apprezzato per alcune maison, altri a fin troppo brevi esperimenti creativi, altri ancora a succulente chiacchiere da gossip, fino ai crolli delle certezze di noi povere/i fashion victim. Del primo gruppo fa sicuramente parte l'avvento alla guida di Gucci da parte del chiacchieratissimo Alessandro Michele e del suo stile genderless, che ha reso molto più di un semplice trend di stagione.

I rumors mediatici si sono alzati, invece, intorno al nuovo incarico di Peter Dundas presso Roberto Cavalli, alla cui prima sfilata l'ex omonimo direttore non ha deliberatamente presenziato.

Troppo poco tempo per Alexander Wang in Balenciaga, il quale dopo sole tre stagioni ha abbandonato il brand, passando il testimone a Demna Gvasalia.

Scandali e fazzoletti alla mano, infine, per due dei creativi che hanno fatto la storia di due marchi iconici e intramontabili, ossia Alber Elbaz, sollevato dall'incarico di Art Director presso Lanvin e Raf Simons, che ha abbandonato volutamente la nave di Dior.

Eppure i cambiamenti non si concludono con uno spostamento di date e un fin troppo continuo succedersi di menti più o meno creative alla guida delle principali maison; non parliamo solo di numeri e nomi. La moda in sé sembra aver sradicato già da tempo le proprie radici per trovare nuova linfa e nutrimenti in terreni inesplorati, anche se a volte aridi.

Parliamo, per esempio, dell'avvento del fast fashion, di un mercato che ha continuamente bisogno di nuovi stimoli e riccamente popolato da un consumatore ben informato e bombardato quotidianamente su tutti i fronti. Le nuove macchine della moda veloce propongono, infatti, dei continui riadattamenti e rifacimenti delle tendenze lanciate dalle passerelle più blasonate, rendendole portabili e accessibili anche al grande pubblico, senza contare l'abbigliamento casual e conveniente che fa sempre comodo.

È anche da qui che le grandi case di moda hanno deciso, con il tempo, di sfornare più di due collezioni l'anno, offrendo più scelta ed un sapore di esclusività, cercando di rimanere fedeli a quella che è la personalità del brand in questione e non tradendo il proprio target di vendita. Questo va comunque ricollegato al fatto che la vita moderna è ben diversa da quella che era anche pochi anni fa, al fatto che internet e il mondo dei social hanno risucchiato la nostra realtà e che ormai non si consuma più per prodotto ma per immagine. Quest'ultimo fattore ha, inoltre, invertito la strategia insita nel brand e non solo quella di vendita, ricadendo anche sui cicli produttivi che si muovono attraverso canali che prima erano secondari o, magari, meno importanti.

I momenti di assestamento, come nei terremoti, comportano spesso e volentieri degli sciami di strascico, dei momenti in cui il nuovo equilibrio non è ancora ben definito e, con quello vecchio ormai irrecuperabile, ogni posizione è temporanea e ancora instabile. I campi creativi sono bestie affamate di novità, questo si sa, e con l'avvento delle nuove fashion week non ci resta che spostare le date, pregare per i nostri designer preferiti e segnarci con cura la collezione che stiamo visionando per evitare rovinose gaffe. Per noi di LICHT è tutto pane da raccontarvi.

Ilaria De Leonardis

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