• Fashion

Tu mi fai girar

Moda di plastica.

 

Cantava nel 1968 la diva del Piper Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, vendendo ben 40 milioni di copie. Come fu appunto in quegli anni, sembra che le bambole tornino di moda, come nella nostalgica fantasia di qualche milfona, finalmente ritrovano la loro riscossa. Quest’anno vedremo bambole a gogò, come al solito ci pensa lui per primo Jeremy Scott, padrone delle tendenze del 2015 alla guida della rinata Moschino, ripropone (direttamente dalla soffitta) un’icona secolare quasi dimenticata, il classic regalo di compleanno delle ragazzine anni ottanta, Barbie. Il geniaccio ha letteralmente mandato in visibilio il fashion system riproponendo, come nel caso Mc Donald’s, quell’obrobrioso logo Barbie (non che quello attuale sia meglio) in versione Moschino, un trionfo planetario di rosa. Ad onor del vero, per quest’anno ci avevano pensato anche le neo stiliste di Marc by Marc Jacobs Katie Hillier e Luella Bartley che ci propongono una donna bambola abbastanza minimal (e sottolineo abbastanza), ma comunque bizzarra con tanto di strani abbinamenti di colori, (sado)leggings di pvc effetto porcellana e comodissime calosce (che d’estate sis a, so na bomba). Tornando su Jeremy (the emperor) Scott, al quale non ie basta mai, propone a New York una carrellata di bambolone stile ovo de pasqua che brillano in passerella con fantasie estreme, supercolorate, tessuti lucidi, calze che ricordano le Saltallegro Golden Lady, pizzi, merletti, maniche a palloncino dopodichè pronti per il circo. Un po’ squillo newyorkese anni novanta, un po’ cortigiana parigina ottocentesca, la bambola è un simbolo dei tempi moderni, e non solo per le femminucce (ricorderei che Barbie ha traviato i neomaschietti con le sue tette a punta, e il chirurgo ringrazia).

Bambole, non solo in passerella, basta che siano fashion. Effettivamente il binomio ha sempre funzionato bene, Barbie Gira la Moda, Barbie Magia delle Feste, Barbie Avenue, Barbie all’ultimo grido fino ad arrivare alla Barbie di Luisa Via Roma. In occasione della decimal edizione di Firenze4ever sotto il tema “Oriental Obsession” nasce una glamourissima biondina in abito dorato griffato dall’artista giapponese Hiroyuki Kikuch. Realizzata in soli 10 preziosi esemplari da Mario Paglino e Gianni Grossi, designer di Barbie per gli eventi speciali della Mattel. Acchittatissima, con degli orecchini simil lampadario e tanto di impalcatura floreale in testa è tanto kitsch quanto meravigliosa, oltre che di nobili intenzioni, visto che i proventi delle aste (rigorosamente su eBay) saranno devoluti a “The Anastacia Fund”, raccolta fondi a sostegno della ricerca contro il cancro al seno istituita dalla cantante Anastacia che è stata anche madrina dell’evento il 12 gennaio scorso.

Anche qui, Luisa Via Roma non s’è inventata però l’acqua calda, visto il case history di Unicef, che con il suo progetto Frimousses des Créateurs dal 2002 invita famosi designer a disegnare una bambola (pezzo unico) destinando il ricavato per iniziative benefiche. Molti sono coloro che hanno partecipato: Chanel, Armani, Prada, e quest’anno Dolce&Gabbana che propongono Violetta. Bambola in resina effetto porcellana, volto dipinto a mano e il classico stile alla Gattopardo (anche se è ispirata alla Traviata di Verdi), vestita di pizzo e croce di pietre nere al collo.

Ma il vero tribute alla bambola, più che in passerella lo troviamo su carta patinata. Vogue Paris vince il premio genio dell’anno spinto dall’intuizione creativa di Giampaolo Sgura, che nel suo editoriale “Panoplies”, rinchiude le modelle in scatole plastificate, come fossero bambole in esposizione sugli scaffali di Rocco Giocattoli. 12 scatti per 12 brands, quelli di Sgura che con maestria racchiude l’essenza delle collezioni dei grandi designers in una sorta di lookbook visionario. La bucolica di Valentino, la sevillana di Dolce&Gabbana, la tennista di Fendi, sono solo alcuni degli incredibili outfit che hanno impressionato la qualunque, con tanto di accessori in coordinato, FANTASTICO.

Davide Falcone

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