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Tendenze Army-Style

I capi iconici dei soldati conquistano la moda. Dalle severe fogge militari al camouflage, la parola chiave è reinterpretazione. Dal passato alle collezioni 2016, l'army-style conquista tutti.

Che sia inverno o che sia estate, le tendenze "army" si infiltrano sempre in qualche collezione. Dai cappotti extra long verde militare, ricamati in passamaneria con cinturoni che sottolineano la vita e accentuano le spalle. Oppure le file di alamari, i risvolti ai polsi e il collo alzato o foderato in pelliccia, di ispirazione filo-russa, oppure le giacche destrutturate o le camicie in cotone, più semplici, ma dalla linea severa, proposte spesso per le collezioni Spring-Summer.

Per l'army-style 2016 una lettura decisamente fashion per donna la dà il brand inglese low-cost TOPSHOP, che tra gli scaffali dei negozi mette in vendita mini abiti neri che esaltano le spalle e fasciano la vita con dettagli ripresi dalle fogge militari. Si tratta di bottoni in metallo che adornano l'abito con due file centrali ma anche sui polsi e sulle spalle. Anche Balmain, che delle linee militari ne ha fatto una costante, propone per la spring-summer 2016 una giacca da "plotone" in denim. Ralph Lauren punta invece su un blazer decisamente sportivo in jersey di cotone blu navy con inserti militari in ottone.

Non mancano anche le proposte per l'uomo. Ermanno Scervino, con la SS 2016, porta in passerella capi di ispirazione militare sapientemente rielaborati grazie alla palette cromatiche che va dal carta da zucchero al rosa, dal giallo al blu al verde. Il camouflage è accostato a stampe pied-de-poule, le giacche sono destrutturate e i tagli a vivo.

Zara crea sempre per l'uomo degli aderentissimi skinny neri, con patchwork militari tono su tono, da abbinare magari ad una t-shirt basic verde e dei boots stringati.

Nel 2015 Balmain, oltre allo stile biker, sfodera direttamente dall'archivio alcuni capi di ispirazione militare che vanno dai blazer ai cappotti per arrivare agli scarponcini da uomo, che sanciscono oltretutto la collaborazione con H&M.

Per l'Autunno-Inverno 2014/15 Alexander Wang ha presentato cappotti cammello dal taglio militare e per questo stesso periodo un'altra carrellata di brand presenta capi army-style: Antonio Marras, Guy Laroche, Calvin Klein, Custo Barcelona, Daks, Ferragamo, Givenchy, Isabel Marant, Issey Miyake, AF Vandevorst, Versace, Gaultier e di nuovo Balmain. Tutti nelle più disparate versioni, chi usa la pelle per i cappotti, chi la lana e chi valorizza i capi con i dettagli metallici.

Accessori e capi di abbigliamento decontestualizzati dalla loro naturale funzione, cioè quella di proteggere i soldati dalle intemperie, appaiono nella moda "civile" già nel corso del Novecento con le reinterpretazioni delle divise degli ussari, che fecero breccia dapprima sul guardaroba degli uomini in Europa e negli Stati Uniti, per arrivare poi intorno agli anni quaranta ad invadere anche quello femminili.

Alcune creazioni intramontabili, ma soprattutto che hanno segnato la storia del guardaroba, derivano da tutta quella gamma di designer e couturier del secolo scorso, come la giacca di ispirazione militare adattata al gusto safari creata nel 1968 da Yves Saint Laurent o i tailleur Versace anni '60, neri, che riprendono i decori militari sulla cintura e sulle spalle, oppure la giacca ispirata alla divisa di Napoleone reinventata da Christophe Decarnin nel 2008. Come non poter parlare delle giacche doppiopetto, riprese dal regime fascista e diventate poi sinonimo di eleganza e buongusto?

Un discorso a parte invece è quello del camouflage, che ovviamente non riguarda la costruzione dell'abito, ma la fantasia cioè quella a macchie, tendenzialmente irregolari, dai toni del beige e del verde. Originariamente serviva ai militari in battaglia per sfuggire all'occhio nemico, cercando di mimetizzarsi nell'ambiente circostante. Si è diffusa negli anni '60 per poi spopolare negli '80, da quel momento la troviamo soprattutto nelle tendenze estive. Nelle collezioni più contemporanee, il camouflage lo troviamo per esempio sulle felpe di Converse, nelle giacche in nylon di 40 Weft e sulle slip-on di GAP.

Alessandro Iacolucci

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