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MFW Day 1

Si apre il sipario della Fashion Week nostrana, dedicata al ready to wear dell’autunno/inverno 2015, con interpreti italiani e non.

 

Stilista, che del connubio tra italianità e le proprie radici multietniche ha fatto la sua cifra stilistica, è Stella Jean che anche per questa collezione decide di far sfilare una donna attuale, in movimento, eppure ricercata. Le immancabili fantasie etniche si accostano a tessuti corposi e tipicamente invernali, il tartan diventa maxi e ultra colorato su gonne a corolla e cappotti dalle forme over, i giubbotti foderati di pelliccia si coprono di tinte forti e le applicazioni si poggiano su maglioni grezzi e i doppi petti delle giacche. I sandali si portano con calzini spessi di lana e i materiali impalpabili e leggeri dei pantaloni a palazzo e degli abiti sino a terra si abbinano all’abbraccio materno della lana, per una moda che sembra l’unione tra le temperature rigide della capitale italiana della moda durante la stagione fredda e il clima caldo e accogliente di Haiti, che ha dato i natali alla stilista.

Altro marchio a sfilare è Gucci, timonato per la prima volta dal nuovo direttore creativo Alessandro Michele, che ripropone il connubio uomo/donna come per la collezione maschile. Modelli e modelle, infatti, sfilano alternandosi, presentando un look univocamente androgino e dal sapore degli anni Settanta. La pelle è uno dei materiali principe, con cui vengono realizzate gonne plissettate al ginocchio, completi maschili e gli accessori iconici della maison, la cintura con fibbia logata e i mocassini. Le trasparenze sono effetto nudo, arricchite dalle lavorazioni in pizzo ton sur tone su bluse e gonne e da ampie ruches su abiti mini e al polpaccio. La pelliccia è sulle rifiniture dei cappotti militari e sulle calzature, le stampe floreali sono all over sia per lui che per lei, il tutto in toni caldi e tenui, ravvivati da un intenso rosso rubino.

Alberta Ferretti inserisce la sua donna in un bosco innevato appena baciato dall’alba, dove una regina delle nevi vittoriana incede fiera. Questa indossa cappotti fino a terra, pellicce dal manto ricco, velluti preziosi, damaschi d’oro e rosso e trasparenze da capo a piedi in abiti dai tagli austeri. Una femminilità a tratti gotica, sensuale, che unisce essenzialità e sfarzo, con gonne a corolla, spalle lineari, cappe avvolgenti e stivali alla coscia. Le camicie sono ricamate, arricchite da colli vistosi e portate sotto gli abiti e le giacche o con pantaloni alla caviglia. I tessuti leggeri si distanziano dal monocromatico e dai tessuti lavorati, caratterizzandosi per le stampe ad affresco d’ispirazione naturalistica.

È composta, ma allo stesso tempo estrosa e grintosa, la moda di N°21 che presenta cappotti ampi e giacche dai dettagli army, accompagnati però da capi effetto stropicciato in oro luccicante. La lana è intrecciata e lavorata, sino a diventare una vera opera d’arte a sfondo paesaggistico, tornando poi a forme minimal in total black. La sartorialità e la lavorazione dei materiali raggiungono massima espressione nei look completamente in bianco, composti da strati sovrapposti, plissettati e decorati, come origami barocchi. Le gonne sono dritte e a mezza lunghezza e si indossano con i pantaloni di taglio maschile, i maglioni avvolgenti, le trasparenze riprendono quell’attenzione per la costruzione delle forme, grazie a maxi ruches e applicazioni floreali in bianco e nero.

L’anima rock di Fausto Puglisi si riconferma anche per il prossimo autunno/inverno, presentando anfibi neri da tenere aperti, chiodi di pelle borchiati, con maniche in pelliccia e dalle spalle scese. Vistosi decori primeggiano su tutti i capi della collezione, impreziosendo abiti, giacche, micro top e gonne, per una gladiatrice dal carattere street. L’animalier e il tartan si tingono di fucsia e verde brillante, arricchendosi di applicazioni color corallo che riprendono i maxi accessori e il giallo vivido ricopre i cappotti strutturati. Una donna grintosa che sveste il proprio corpo dal busto alle gambe, che indossa jeans strappati, pantaloni aderentissimi in pelle e stivali con lacci a metà coscia.

Francesco Scognamiglio immagina un boudoir attraversato da donne sottili e dall’eleganza conturbante, con intimo a vista appena coperto da tessuti impalpabili. La palette cromatica parte dal nero con abiti leggeri appena appoggiati al corpo, pantaloni a zampa, maglioni a collo alto e abiti trasparenti con pizzo, seguito dal rosa per abiti velati e ricamati a sottoveste. Questi due colori si uniscono poi per modelli d’ispirazione giapponese in stile kimono con scolli profondi e dettagli sporty. Segue ancora il glicine, il verde pastello e il bianco per vestaglie preziose e allacciate in vita, morbidi maglioni e pellicce. I cappotti sono alla caviglia da portare con una sottile cintura sul punto vita, ad esclusione del soprabito in tinta rosa con cuciture floreali effetto piumino.

Philipp Plein apre la sua sfilata con l’hashtag luminoso “#PLEIN WARRIORS” e una vera montagna russa come scenografia. La sua donna è una vera guerriera rockeggiante, con i suoi capi in pelle e dalle linee sportive, unicamente in bianco e nero. Le magliette e le felpe sono abbondati e logate con grandi numeri e i giubbotti dai tratti sporty sono realizzati in lattex e pelliccia. La pelle nera copre ogni cosa, da abiti corti incrociati, trench lucidi, pantaloni attillati, sneakers, giacche e cappe. Gli abiti scuri vengono impreziositi da borchie d’orate e frammenti di cristallo, insieme agli stivali e agli zaini. La sensualità è data dagli spacchi delle gonne, dai giochi di forme create dal tessuto sul busto, dalla lucidità del colore della notte e dall’abbondanza del manto animale per eccellenza.

Ilaria De Leonardis

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