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Alexander McQueen e la sua "Bellezza Selvaggia"

Dal 14 Marzo al 2 Agosto il Victoria & Albert Musem di Londra ospiterà la mostra delle creazioni dello stilista Alexander McQueen “Savage Beauty” in omaggio allo stile visionario e provocatorio dell’ultima star della moda inglese suicidatasi nel 2010. 

Nato a Londra nel Marzo del 1969 Lee Alexander McQueen è stato più volte definito “l’hooligan dell’Alta Moda” per il suo incessante bisogno di sottrarsi alle regole della Couture. Ma chi era realmente Alexander McQueen? Una celebrità, un genio, un artista, ma soprattutto un uomo. 

Riconosciuto in tutto il mondo per le sue creazioni innovative, a volte futuristiche, intrise di un sottile “savoir fair” permeato di ironico simbolismo, eleganza estrema e maestosa bellezza. Ed è proprio sulla continua ricerca di una bellezza “unconventional” e trasgressiva che lo stilista ha fondato la sua carriera. Come se del sublime McQueen privilegiasse, contro ogni logica, il suo lato sinistro, l’inquietudine di forme aldilà dei confini dell’eccentrico; vere e proprie perversioni del bello normalmente confinate dentro gli sperimentati modi del sex appeal, del glamour, del fascino. Un uomo che ricercava incessantemente l’essenza della vera bellezza nell’impossibile, nell’eccesso, nel delirio e annullava qualsiasi concetto di moda standardizzato da ripetizioni, tendenze, abitudini. Bellezza che, secondo lo stilista non era equilibrio e armonia delle forme, piuttosto eclettismo di ispirazioni e superamento dei limiti creativi, con un approccio aperto e non convenzionale: provocazione, esaltazione del grottesco, dell’animalesco, di tutto ciò che risultava selvaggio. Come Voss che (collezione primavera/estate 2001), rappresentata in due enormi scatole di metallo, per esempio, ha sconvolto lo spettatore con i suoi abiti di ispirazione esotica, tra cui una creazione realizzata con appliques di crisantemi, intesa a sfidare la nozione tradizionale del bello classico. 

McQueen aveva, difatti, un stile inconfondibile che andava dal gotico con i mille richiami alla morte, al simbolismo, allo stile giapponese con la famosissima giaccakimono”, a quello “cyborg” delle ultime creazioni, fino ad arrivare all’eccentricità assoluta con le “scarpe armadillo” indossate da Lady Gaga nel video della canzone “Bad Romance”.

Il Victoria & Albert Museum di Londra ha deciso, così, di ospitare la mostra “Savage Beauty” tutta dedicata a questo genio indiscusso, inaugurata il 14 Marzo con un Gran Galà al quale hanno partecipato star di fama internazionale tra cui David e Victoria Beckham, Kate Moss, Naomi Campbell, Eva Herzigova, Poppy Delevingne e Colin Firth. La mostra raccoglie più di duecentoquaranta accessori e abiti realizzati dallo stesso McQueen: dalla collezione ideata al termine del Master alla Central Saint Martins School of Fashion nel 1992, fino all’ultima del 2010 ispirata al mito platonico di Atlantide, “Platos Atlantis”. 

Cresciuto nel quartiere di Stratford, East End, l’artista abbandona gli studi a soli 15 anni per seguire la sua strada, iniziando a lavorare nell’atelier di Anderson & Shepperd di Saville Row; un ambiente favorevole per la sua formazione professionale dove scopre i piccoli segreti dell’alta sartoria maschile, per poi confluire nella sartoria di Gieves & Hawks, e successivamente nello studio teatrale di Angels & Bermans, nel quale si immerge nella conoscenza della sartoria femminile. Dopo il Master conseguito presso la Saint Martins School di Londra, la carriera di McQueen poteva vedersi solo che in discesa tanto che prima di affermarsi come “solista” e creare il proprio marchio, egli vantò collaborazioni di prestigio con Romeo Gigli, Givenchy prendendo nella Maison il posto di John Galliano, passando, poi, per il gruppo fiorentino Gucci e Puma

La mostra che il V&A Museum ospiterà fino al 2 agosto, rappresenta in modo estremamente attento e dettagliato, attraverso gli abiti dello stilista, l’immensa e stupefacente creatività di Alexander McQueen: arte mentale, intrecciata a cultura, teatro, mito e ispirazioni. Nella sala Romantic Nationalism, per esempio, si entra in un mondo straordinario, fatto di piume e cristalli rossi, di complementi di ispirazione militare e, inoltre, nell’immancabile tartan, che da sempre ha contraddistinto lo stile della casa di moda, oggi diretta da Sarah Burton, ex assistente e braccio destro del designer e ora erede della filosofia artistica. “Savage Beauty” è una celebrazione dello stilista più estroso e di talento del nostro tempo. Lee era un genio e un vero visionario che allargò confini, accettò sfide e ispirò altri. Credeva nella creatività e l’innovazione e il suo talento era senza limiti”, ha affermato la stessa Burton. 

L’eccentricità delle sue creazioni e la spettacolarità delle passerelle hanno reso immortale questo artista visionario che vedeva sempre oltre la sua realtà; un essere umano capace di realizzare cose incredibili nella piena semplicità come pochi riescono a definire in un’esistenza. 

Alessandra Rosci

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