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Curvy, quando la bellezza è oversize

La rivoluzione dell'universo curvy nel mondo della moda sta finalmente prendendo piede sulle passerelle. L'era dei grissini è fortunatamente finita per dare spazio alle persone vere, con le loro forme e le proprie rotondità.

Chi l'ha detto che magro è bello? Negli ultimi tempi lo stereotipo di bellezza femminile ha privilegiato la magrezza nel settore della moda, arrivando addirittura a livelli estremi e creando un mondo distorto, ai limiti della realtà. Tuttavia, la dittatura delle taglie grissino, per fortuna, sta cedendo sempre più il passo alla libertà di sentirsi a proprio agio nelle taglie dalla L in su, rendendo ognuna orgogliosa delle sue curve. Questo è dipeso dal fatto che l'80% delle donne non indossa una Size 0 ma, mediamente, va dalla 44 alla 48. Avere una taglia che non rispecchia esattamente i canoni di bellezza stereotipati e imposti dalla società, non significa necessariamente essere grassi, ma fieri di quello che si è e soprattutto accettare il proprio corpo con tutte le rotondità al loro posto. È davvero possibile essere sexy, pur non indossando la famosa taglia 40? Pur essendo decisamente rotonde? Le donne dalle forme generose sono curate, toniche, in armonia con la propria corporatura. Persone vere, dal sex appeal studiato e riuscito: il giusto connubio di morbidezza, eleganza, ricercatezza e autoironia. Otto maschi su dieci, infatti, ammettono sinceramente di trovare molto più intrigante una donna formosa rispetto ad una pelle e ossa. La donna "Donna", quella con la D maiuscola è tornata di moda fortunatamente.

Il concetto di beauty, dopotutto, è molto relativo, dal significato complesso e articolato da sempre. Nell'antichità, ad esempio, i Greci ritenevano che solo dall'insieme imprescindibile di armonia, simmetria e proporzione potesse derivare la bellezza: la perfezione prodotta dalle misure delle parti, l'insieme delle qualità percepite tramite i nostri sensi e che suscitano in noi sensazioni decisamente piacevoli.

Proporzione, è questa la parola chiave per esprimere al meglio la bellezza umana. Un corpo sinuoso con tutte le misure e le curve al posto giusto risulta interessante qualsiasi sia la taglia che si porti o la corporatura che si ha. Nel corso della storia l'ideale del fascino femminile è sempre stato il riflesso delle trasformazioni della società, lo specchio delle diverse situazioni culturali ed economiche delle varie epoche. Inizialmente l'immagine della donna curvy, ossia con seni e fianchi morbidi e abbondanti, è stata preferita perché rappresentava l’immagine in cui il suo ruolo era quello di moglie e madre, dove lo stato di benessere si rifletteva in un corpo che non doveva essere provato dagli sforzi e dalla fatica. A partire dagli anni Sessanta comincia, invece, a diffondersi uno stereotipo più longilineo e magro, quasi androgino: l'ideale estetico di una silhouette esile e scattante viene associato ad una persona sicura di sé, determinata e socialmente affermata. Finalmente però, la storia sembra aver preso un altro corso. Sulle copertine, sempre più spesso, appaiono forme più rotonde e morbide: da Kate Winslet, orgogliosa del suo abbondante lato B, a Christina Aguilera, oppure Jessica Simpson e la stessa Monica Bellucci; tante le star che hanno deciso di abbandonare i continui sforzi dietetici a favore di curve prorompenti, per far spazio alla felicità di gustarsi del buon cibo senza la paura di prendere quei chili di troppo e rimanere incastrate in un vestito da Oscar di due taglie più piccole.

Tutte siamo belle e abbiamo il diritto di piacerci e di piacere. Basta solo sfruttare la possibilità di mettere in evidenza le nostre qualità, anche se le donne formose, si sa, non sono molto apprezzate dal mondo della moda e delle passerelle. Tuttavia ci sono tante modelle, le cosiddette "curvy", che stanno combattendo dure battaglie per non essere discriminate e soprattutto per essere riconosciute come supermodel a tutti gli effetti. Tra queste troviamo Barbara Ferreira, che deve la sua fama alle sue rotondità morbide e abbondanti che mostra con vero orgoglio. Lei stessa, però, non ama la terminologia "curvy" e spera che un giorno il fashion system non debba più fare questo genere di distinzioni, rivolgendosi alle giovani mannequin solamente con il termine di modella. "Sogno una società dove non si dovrebbe portare sulle spalle ogni giorno il peso del raggiungimento di standard quasi impossibili", ha dichiarato la ragazza. Anche Ashley Graham, taglia 48-50, la prima modella "plus size" a posare per Sports Illustrated, ha affermato di essere onorata di aver partecipato ad una copertina che ha fatto la storia per un magazine di così alto prestigio. Una scelta così audace da diventare un vero e proprio fenomeno rivoluzionario. Belle vere, come le definì Vogue Italia nella storica copertina del 2011; le donne curvy hanno le forme ma non sono grasse. Sono persone che hanno avuto l'intelligenza di creare un rapporto tutto nuovo e consapevole con il proprio corpo.

Curvy, e allora? forse non rappresentano il prototipo di bellezza canonica che i mass media hanno cercato di ricreare con l'immagine di una donna glam, alta, giovane e magra, come se fosse un'alice appesa, ma anche loro possono essere strepitose, belle, sexy e desiderabili. La top model Hailey Clauson ne è un esempio concreto. A soli quindici anni era già l'idolo delle passerelle, poi il suo corpo è cambiato e le case di moda non le hanno più rinnovato il contratto, finché lei si è reinventata come modella plus size, trasformando la sua non più taglia 38 in un punto di forza. Il segreto risiede proprio nel valorizzare le curve e renderle un dettaglio particolare. Anche Elisa D'Ospina, modella curvy, racconta in un libro -"Una vita tutte curve"- la sua storia in una taglia 48 per 1.80 di altezza. "La bellezza è un concetto ampio che nulla ha a che fare con la taglia. Se inizi a volerti bene inizi anche ad avere un altro rapporto con la società e quindi automaticamente cambia la tua immagine", ha affermato la supermodel.

Curvy è bello. Lo dimostra, inoltre, il calendario Pirelli 2015, che ha inserito per la prima volta una modella oversize. Lei è Candice Huffine, le sue misure sono 96-83-108, le gambe chilometriche ci sono, lo sguardo sensuale e il viso di porcellana anche, il tutto in 90 chili di bellezza. Un'immagine che riassume, in fondo, l'intera filosofia che guida la "battaglia"del mondo curvy/plus-size: non cambiare il concetto di beauty ma affermare che non ne esiste solamente uno per arrivare ad abbattere l'esteticità maniacale contemporanea. D'altronde anche loro sono delle donne, e che donne!

"La diversità di taglie non è un problema solo femminile", ha dichiarato Ivan Bart, presidente di IMG Models, l'agenzia di moda tra le più importanti al mondo con sedi a New York, Parigi, Londra, Milano e Singapore, che ha presentato "Brawn", una divisione per modelli taglia forte in cui Zach Miko è stato scelto come primo testimonial ufficiale. Un'iniziativa con un messaggio positivo e davvero significativo che riguarda la diversità di size anche tra gli uomini, ed era ora che si affrontasse la questione. La fisicità è importante e la plus-size in un uomo non è solo affascinante, ma indice di mascolinità. Curvy è sexy anche al maschile. Diciamolo, un po' di sana ciccia non guasta mai, tanto da darci una sensazione di forza e potenza e soprattutto, chi più di un uomo con la pancetta ci fa sentire protette? Come si dice: uomo di panza, uomo di sostanza.

La taglia perfetta? Sta tutta nel cervello: sensualità e fascino non sono una questione di taglia. L'imperativo è amarsi e accettarsi per quello che si è, formose e portatrici sane di rotondità. Ciò dovrebbe regalarci una certa consapevolezza: ognuna di noi è diversa dalle altre ed è bella proprio per la sua unicità. Insomma, non è la magrezza a rendere affascinante una donna, ma la gioia con cui vive le sue forme, il suo essere donna a "tutto tondo".

Alessandra Rosci

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