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Non solo Met Gala. La moda tra musei e fondazioni per conoscere chi siamo

È appena stata inaugurata la nuova stagione artistica americana con il seguitissimo Met Gala di New York. Ecco una buona occasione per fare un recap su alcuni degli indirizzi dove la moda non è solo glamour ma anche fonte storica e artistica per conoscere meglio chi siamo.

Qualche giorno fa è stata inaugurata Manus X Machina: Fashion in an Age of Technology al MET di New York, lo storico museo che ogni anno celebra la nuova stagione artistica con una mostra dedicata alla moda, curata da Anna Wintour e che vede le celebrities più influenti sul mercato pronte a favorire una raccolta fondi destinata al finanziamento del museo. I topic sono sempre gli stessi: glamour a più non posso, tappeto rosso e persone ricche e, a proposito di red carpet, è l'unico momento dove sono ammesse le telecamere, tutto il resto della manifestazione è blindatissimo; solo quest'anno, dato anche il tema sulla tecnologia, è stato ammesso l'uso dei social.

Abbiamo visto talmente tanti vip agghindati a festa, una su tutti l'attrice Claire Danes con il luminoso abito di Zac Posen che fa tanto Natale in anticipo, ma comunque decisamente sul pezzo, che ci è venuta voglia di fare un recap degli indirizzi più importanti dove la moda è di casa con mostre e retrospettive dedicate a stilisti, maison e personalità del fashion world. Dal Victoria & Albert Museum di Londra al MoMu di Anversa passando per la fondazione Pierre Bergé a Parigi, fino ad arrivare agli indirizzi nostrani di Palazzo Fortuny e i musei di Gucci e Ferragamo, ma non solo... Stati Uniti, Europa e Giappone: un viaggio fra tre continenti alla scoperta dei luoghi che tramite la moda ci faranno incontrare usi e costumi di epoche e popolazioni diverse. Un punto di vista alternativo, per tenere in considerazione che quello che indossiamo racconta molto del modo in cui viviamo, come lavoriamo, dei cambiamenti sociali che apportiamo e di tutto quello che vogliamo comunicare.

Pronti? Via...

Stati Uniti d'America

Abbiamo già detto di come il famoso MET, il Metropolitan Museum of Art di New York, inauguri ogni anno la stagione artistica del paese per una grande raccolta fondi con una mostra dedicata alla moda e che il mondo conosce come il super glam Met Gala. Altro luogo cult della città di Manhattan è il Fashion Institute of Technology, anche detto The Museum at FIT. Ogni anno circa centomila persone varcano la sua soglia con lo scopo di informarsi su quello che è il panorama della moda. La sua avventura risale al 1975, quando cominciarono ad essere presentare le prime esposizioni. La collezione permanente conta circa cinquantamila capi di abbigliamento che coprono un arco di storia che va dal Diciottesimo secolo ad oggi; i tre piani del museo mettono in relazione i cambiamenti della società con le creazioni di Adrian, Chanel e Dior con collezioni avanguardistiche recenti. Ogni sei mesi la mostra nella galleria cambia ma ha sempre l'obiettivo di coprire il range di 250 anni di storia. Il FIT è anche un punto di riferimento per tutti quegli studenti e docenti che portano avanti progetti di dottorato.

Europa: Parigi, Anversa, Londra e Italia

Iniziamo con la Fondazione Pierre Bergé - Yves Saint Laurent nella capitale francese. È stata fondata nel 2004 con l'obiettivo di conservare i quarant'anni di storia impressa nella moda con cinquemila vestiti di Haute Couture e quindicimila accessori, ma anche fotografie e documenti dello stilista che più di tutti scalfì il cross-dressing, unendo l'alta moda allo street style. Anversa invece, oltre ad essere la capitale dei diamanti, è la culla del fashion europeo contemporaneo, nascono qui alcuni degli stilisti più apprezzati degli ultimi decenni, famosa per "I sei di Anversa" tra cui Dries Van Noten e Ann Demeulemeester, quale posto migliore dunque per far sorgere il MoMu? Il Mode Museum conserva al suo interno venticinquemila pezzi con esposizioni che cambiano due volte l'anno con lo scopo di collegare oltre ai capi sartoriali, altri temi che si possono raccontare attraverso la moda.

Un percorso che parte davvero dalle origini. Con i suoi 4,5 milioni di oggetti e un periodo di copertura storica di cinquemila anni, il Victoria & Albert Museum, oltre ad essere un punto di rifermento per gli studiosi di tutto il mondo, offre esso stesso diversi percorsi di studio. È forse il museo più grande e più importante al mondo. Tra le sue esposizioni di fotografia, architettura, tessile, ceramiche, dipinti e tanto altro, include anche pezzi delle cultura asiatica, islamica e giapponese. Riguardo il settore del fashion il V&A copre ben cinque secoli di costume, dai rari esemplari del Diciassettesimo secolo, a quelli che hanno segnato il dopoguerra fino ad alcuni modelli di Alexander McQueen del quale, tra l'altro, ha ospitato "Savage Beauty", la retrospettiva dedicata al designer visionario, con pezzi unici, dall'inizio della carriera al successo internazionale, insieme ad ologrammi in 3D e filmati.

Arriviamo ora alle nostrane fondazioni con Palazzo Fortuny in quel di Venezia, dove tutte le opere costituiscono l'archivio che passo dopo passo, ripercorre l'eclettismo della vita dell'artista catalano, del suo mondo fatto di scultura, pittura, fotografia come di abiti. Per chi non lo sapesse, Mariano Fortuny inventò nel 1909 una speciale tecnica di plissé che caratterizzò gran parte delle sue creazioni sartoriali di ispirazione neoclassica, eredità culturale, quella del plissé, che oggi risiede nel genio creativo di Issey Miyake. Nasce invece nel 2013 a Firenze la Fondazione Ferragamo, con lo scopo di promuovere l'artigianato e il Made In Italy tramite la memoria e le creazioni del designer che trovò fortuna nella Hollywood del cinema, quando ancora le dive erano davvero Dive e le signore commissionavano scarpe su misura. Altro indirizzo da non perdere sempre in quel di Firenze è il Gucci Museo, che si estende sui tre piani dello storico Palazzo della Mercanzia, fulcro delle corporazioni commerciali del Rinascimento. Oggi questo luogo fa incontrare la storia della città con i novant'anni dell'heritage di uno dei brand più forti nel mercato del lusso, lasciando spazio alle creatività in ogni sua forma.

Giappone

Eccoci dunque arrivati al Kyoto Costume Institute, uno spazio che racchiude in sé un patrimonio di dodicimila pezzi e sedicimila documenti dal Diciassettesimo secolo ad oggi, con donazioni di Chanel, Vuitton e Comme des Garçons, tutti elementi che spaziano e indagano sulla cultura occidentale, ma anche esposizioni che parlano dei colori, dei tessuti e delle evoluzioni del fashion system, delle sue contaminazioni, soprattutto di quelle che ha subito il guardaroba giapponese, come "Japonism in Fashion","Fashion in Colors: VIKTOR&ROLF&KCI", "Future Beauty: 30 Years of Japanese Fashion" oppure"Visions of the Body" e tanto altro all'insegna della ricerca.

Alessandro Iacolucci

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