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Paul Smith: "brit-style" all'ennesima potenza, tra passato e futuro

La griffe mira a scrivere nuovi, avvincenti capitoli della sua storia; al centro restano gli elementi e le caratteristiche che ne hanno decretato il successo, ma sono in arrivo diverse novità.

Unanimemente considerato uno dei più autorevoli stilisti britannici, Sir Paul Smith sembra amare le sfide: giunto a 69 anni, il creativo è fermamente intenzionato a proiettare il suo marchio verso nuovi, coraggiosi traguardi. Sarà supportato da Simon Homes, in azienda da anni e nominato mesi fa direttore creativo; tuttavia, per ammissione dello stesso designer, è ancora lontano il suo ritiro dalle scene. Recentemente Smith ha affermato di voler "implementare" il prêt-à-porter femminile e il comparto accessori.

Ha dell'incredibile constatare che il suo percorso nella moda è cominciato in modo casuale. All'inizio degli anni '60, Paul Smith era un adolescente con una sola passione: il ciclismo. Sognava di competere a livello agonistico, ma suo padre lo "costrinse" a lavorare in un grande magazzino di Nottingham, sua città d'origine. Frequentando locali a stretto contatto con designer e creativi in generale, sviluppò un interesse via via maggiore per arte e design. I suoi responsabili in negozio notarono le vetrine allestite dal 17enne Paul e lo incoraggiarono a proseguire.

Smith frequentò corsi serali di fashion design, dove apprese le basi necessarie a qualunque sarto, compresi i procedimenti migliori per tagliare e confezionare vestiti. Dopo la parentesi presso una sartoria di Savile Row, in cui affinò ulteriormente le sue capacità tecniche, decise che era giunto il momento di mettersi in proprio; aiutato dalla storica compagna Pauline, affittò un piccolo locale al civico 10 di Byard Lane, rinominato "Paul Smith Vêtement pour Homme"; al suo interno, oltre a stilisti come Kenzo, Smith iniziò a disegnare e vendere sue creazioni, commissionate a manifatture locali. Le sue fonti d'ispirazione erano molteplici: dal culto per i jeans americani a quello verso un materiale più tradizionale come il tweed, passando per l'amore incondizionato verso i completi giacca-pantalone, rigorosamente sartoriali. Fu probabilmente allora che iniziò a definirsi il particolarissimo approccio di Smith all'abbigliamento maschile, che puntava a rileggere i capisaldi dell'eleganza tipicamente british secondo un'ottima meno rigida, osando con i colori primari e focalizzandosi su nuovi tagli e vestibilità. Per riprendere una definizione dello stesso designer, divenuta un autentico mantra, il suo stile era racchiuso in una frase: "classic with a twist".

Il 1976 rappresentò una data cruciale, perché a Parigi andò in passerella la prima collezione menswear firmata Paul Smith. Da allora in poi, lo stilista avrebbe realizzato collezioni contraddistinte da un sapiente mix di elementi. Lungi dall'"accontentarsi" di aver riportato in auge il suit, lo declinò in tantissime varianti, abbinandolo nei modi più disparati, ad esempio con shorts in denim o maglioni color-block. Emerse, fin dalle prime sfilate, l'amore per le stampe, in primis quelle floreali e dal sapore vintage. Gli stessi ingredienti furono trasposti nelle collezioni RTW Donna, che Smith iniziò a disegnare dal 1993. I défilés Uomo e Donna rivelano caratteristiche comuni, attualizzate e riviste ciclicamente come da rigidi dettami modaioli, eppure "costanti": si fa leva soprattutto sull'idea di completo sartoriale, spezzato o coordinato; si prediligono overcoats e soprabiti old-style, cui vengono conferiti estro e freschezza mediante colori e stampe ironiche, mai banali, che si tratti di fantasie tapestry, di rivisitazioni "à la Smith" di motivi classici (check, pied-de-poule, gessato) o di inediti grafismi, raffiguranti note musicali, piante, animali più o meno esotici. Uno stile fortemente riconoscibile, filtrato attraverso una ricerca incessante sulle diverse, infinite sfumature cromatiche.

Nel '76 lo stilista aprì uno store a Londra, in zona Covent Garden. In realtà quello spazio rifletteva a 360° la sua visione artistica, abbracciando una quantità impressionante di influenze, contaminazioni e passioni. Prendendo spunto da oggetti provenienti da ogni dove (agende, libri, fumetti giapponesi, giocattoli) Smith, ieri come oggi, cura personalmente gli interni dei monomarca, progettati per far sì che ogni cliente possa assaporare il lifestyle Paul Smith: dalle poltrone e complementi d'arredo ai dipinti su tela, libri e oggetti di design. Tutto viene disposto in modo da integrarsi con l'ambiente e i prodotti in vendita, rispettando l'unicità di ciascuno shop: così gli interni della boutique di Milano, dominati dai toni del rosa, sono totalmente diversi da quelli del flagship di Tokyo, che ruotano attorno all'idea di tipico giardino orientale.

Ad oggi l'azienda propone ben 14 collezioni; oltre alle due principali, da passerella, ci sono ad esempio "PS Paul Smith" e "Paul Smith Accessories". Quest'ultima linea è un fiore all'occhiello per il marchio, divenuto celebre attraverso borse, pelletteria e affini: dalle messenger con stampe pop della Mini ai portafogli con il motivo a righe multicolori, passando per i gemelli con le biciclette o pin-up stilizzate. Tempo addietro Smith, pur continuando a proporre accessori spiritosi e visivamente accattivanti, ha introdotto una nuova linea-accessori, la "Paul Smith No. 9": articoli in pelle quali portfolio e pouches ispirati, nel design, alle linee "ondulate" che caratterizzano la facciata della boutique di Mayfair. La "No. 9" si configura come una sorta di linea premium, dagli elevati standard qualitativi e declinata in nuance come rosso, arancio fluo e giallo senape, in aggiunta all'immancabile nero.

Con la nomina di Homes è facile prevedere prospettive ancora più rosee per il futuro del brand; in fondo rimarrà centrale la figura di Sir Paul, più determinato che mai, convinto che "la vita significa vivere giovane, sentirsi giovane e divertirsi sempre". Con questo spirito, unito all'inconfondibile stile, saprà di sicuro affrontare tutte le sfide che si prospettano all'orizzonte. "Classic with a twist", una formula magica destinata a durare nel tempo.

Marco Marini

 

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