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La moda è la custode dell'arte

Il mecenatismo culturale della moda. Tre esempi di aziende che racchiudono l'essenza della custodia, intesa come salvaguardia del patrimonio artistico e dell'arte in generale.

Non posso non essere d'accordo quando scopro le parole di Vittorio Gassman, che in una lettera del lontano 1995, "Lettera di Pancia", dedica parole amareggiate, di amore e odio alla città eterna, indirizzata al suo amico Giorgio Soavi. Credo che come ha detto l'attore, "la bellezza non è un optional ma un'esigenza, un irrinunciabile elemento dell’alimentazione". La bellezza architettonica e paesaggistica è un fattore di grande importanza per un paese come il nostro, che di storia vive, che di bellezza ne ha ma non la sfrutta, o almeno non come dovrebbe, se non nei film di Nanni Moretti. Vediamo pezzi d'arte "sbattuti" in faccia al mondo ad ogni angolo delle strade del centro, eppure sono lì, fermi, ad aspettare che qualcuno rivolga loro uno sguardo. Uno sguardo alla loro bellezza sfiorita, segnata dal tempo e dalle intemperie. Dalla nostra noncuranza, forse perché a volte ci basta dire che siamo gli unici ad averli.

Sorrido quando in mezzo al traffico penso a quel post su Facebook, che mi dice di non prendermela se rimango bloccato in un ingorgo, se ci metto tre ore per fare un chilometro. Non devo prendermela perché starò pure in mezzo al traffico, ma almeno posso ammirare la magnificenza di Roma.

Oggi l'arte, o almeno parte di essa, torna a vivere grazie ad importanti progetti privati, frutto dell’economia mista nella quale siamo immersi. È grazie a questi investimenti che l'arte risorge, grazie a qualcuno che da un territorio ha preso molto, magari solo l'ispirazione ("solo" si fa per dire), e ora la restituisce sotto forma di puro mecenatismo culturale, senza chiedere nulla in cambio, forse quel ritorno di buona immagine che non guasta mai. Evitando anche, a volte, invadenti campagne adv. Oggi sono le aziende di moda a ridare alle città quello che loro in precedenza hanno preso. Ricambiano quell'atto di amore, simbolicamente patriottico, dei luoghi nativi di queste maison, che hanno contribuito alla formazione di quel tratto identitario di cui i brand si caratterizzano.

FENDI FOR FOUNTAINS

Dopo quasi due anni di lavori di restauro, l'acqua torna a sgorgare tra le statue della celebre Fontana di Trevi a Roma. Uno dei simboli del film di Fellini, "La dolce vita", ha ripreso vita grazie al progetto Fendi for Fountains. Progetto con il quale la storica azienda di moda romana, fondata dalla stessa famiglia Fendi (oggi appartenente al gruppo LVMH, ndr), ha messo a disposizione oltre 2 milioni di euro per donare a Roma e alla storica Piazza di Trevi, il restyling di quel capolavoro in stile rococò progettato nel 1732, poi usurato dal tempo. Un altro progetto in ballo, sempre finanziato da Fendi, è il restauro di altre quattro fontane di Roma, quella del Mosè, quella del Gianicolo, il Ninfeo al Pincio e la fontana del Peschiera.

DIEGO DELLA VALLE E IL RESTAURO DEL COLOSSEO

È trascorso già qualche anno dal suo tortuoso restauro. Il Colosseo è stato rimesso a punto grazie al finanziamento di Diego della Valle, proprietario di Hogan, Tod’s, Fay e del marchio Elsa Schiaparelli. Un generoso finanziamento privato per dare ancora una volta a Roma, ai suoi cittadini e ai turisti di tutto il mondo l'opportunità di ammirare in (quasi) tutta la sua forma quello che una volta era il templio dei giochi dell'imperatore e dei suoi gladiatori.

MIUCCIA PRADA E LA SUA FONDAZIONE

"Milano 1913", questo è quello che è scritto sull'emblema di quasi tutte le borse della maison italiana. Proprio a Milano sorge l'imponente Fondazione Prada, un complesso moderno di recupero industriale. Un edificio centrale, una torre d'oro, il cinema e la latteria, percorsi dediti alla promozione dell'arte contemporanea e moderna. Un luogo di pura ispirazione e conservazione, un insieme di connessioni tra arte e moda. Pochi giorni fa Miuccia Prada è stata insignita del premio "Fashion Innovator 2015" dal WSJ Innovator Issue, come personaggio più influente della moda per quest'anno. Inoltre il gruppo Prada ha acquistato il celebre marchio di pasticceria Marchesi, emblema dell’eleganza milanese, della produzione artigianale e del buongusto. Non solo mecenatismo culturale, ma salvaguarda del territorio, anche delle aziende stesse che creano economia, commercio e occupazione.

Questi sono solo alcuni esempi di come l'arte e la moda vadano di pari passo, di come l'una sia necessaria all'altra, di quanto l'una viva nell'altra. Sono due facce della stessa medaglia che si specchiano l'una nell'altra. Quando una sfiorisce l'altra le va in soccorso, perché l'una senza l'altra sarebbero come due gemelle separate alla nascita.

Alessandro Iacolucci

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