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Maurizio Cattelan, profilo di un provocatore seriale.

LICHT magazine traccia il profilo di Maurizio Cattelan, l’artista contemporaneo più quotato nel sistema dell’arte. Irriverente, dissacrante, a tratti blasfemo; sono solo alcuni degli aggettivi con i quali si può descrivere questo artista in base alle sue opere.

Irriverente, a tratti spiazzante.

Non capisco se faccia sul serio o se a volte abbia davvero voglia di scherzare. Ma questo in fondo sta un po' alla base dell’arte…  Non sai mai realmente quanto un opera lanci messaggi subliminali e anche un po' ancestrali, insomma è come se ti stessi chiedendo “l’ha fatto davvero?”.

Maurizio Cattelan mi dà proprio l’impressione di essere uno di quelli che con elegante disinvoltura e doppi sensi sapientemente rielaborati ci prenda tutti un po’ per il naso o forse… Tenta solo di risvegliare le coscienze?

Le sue sono opere che valgono centinaia di migliaia di dollari e vengono battute all’asta da quelle che sono vere istituzione del settore, come per esempio Christie’s.

Sono opere provocatorie, dissacranti, a tratti blasfeme.

Questi sono i tre aggettivi che a primo impatto mi vengono in mente parlando delle sue creazioni. I temi delle opere sono di carattere sociale, racchiusi in figure retoriche e simbolismi, come lo è il caso di “Senza titolo” del 1993, un acrilico su tela, dal fondale colorato e la famosa Z di Zorro realizzata squarciando la tela, ponendo così attenzione su quello che rappresenta il valore del “giustiziere mascherato” che riporta l’ordine tra gli uomini. Quello che forse intende realizzare è un’opera dal forte valore moralizzante.

Dissacrante è anche il suo operare tentando di sconvolgere quelli che sono i normali schemi degli spazi espositivi, manifestati in “Lavorare è un brutto mestiere” e “Sesta biennale ai Caraibi”, rispettivamente del ’93 e del ’96. Nella prima, vendette il suo spazio espositivo della manifestazione artistica più importante della storia dell’arte, la Biennale di Venezia, ad un’agenzia di pubblicità, mentre nella seconda “opera” organizzò una geniale (ndr), biennale dalla durata di due settimane con i più influenti artisti contemporanei… peccato consistette in una sorta di vacanza gratis per tutti gli invitati, senza alcuna opera esposta quindi, lasciando sgomenti tutti i critici accorsi, senza contare che ai Caraibi non era mai stata organizzata una biennale e neanche ha avuto mai seguito.

Blasfemo per “La Nona Ora”, opera del 1999 dove l’ex pontefice, Papa Giovanni Paolo II, veniva schiacciato al suolo da un’enorme meteorite.

Fenomenale, quando nel 1992 organizzò  “Fondazione Oblomov”, che consisteva nella selezione di alcuni artisti, al cui vincitore, se si fosse rifiutato di esporre per un anno le sue opere, sarebbe andato un premio di 10.000 dollari, precedentemente raccolti dalle donazioni di cento persone. Tutti gli artisti selezionati si rifiutarono di accettare il premio.

New York è la sua città adottiva; infatti Cattelan nasce a Padova nel 1960 e inizia a lavorare tra Milano e Bologna. Nella Grande Mela apre la “Wrong Gallery”, una sorta di vetrina dove si susseguono le esposizioni di diversi artisti.

Esilarante quando il 30 marzo 2004, insignito della Laurea Honoris Causa dalla Facoltà di Sociologia dell’università di Trento, si presentò in ateneo con un asino imbalsamato al seguito, “Asino tra i dottori”, opera autoreferenziale, donata poi alla stessa università.

Innato provocatore! Se lo scopo era scatenare una reazione, allora lo ha reso palese con l’opera dei 3 manichini, raffiguranti dei bambini, impiccati a Porta Ticinese a Milano, suscitando lo sdegno di un passante che prontamente si è attivato per smontarli.

Che dire invece di “Him”, opera del 2001: simbolicamente inneggia il perdono. Perdono che può dare solo Dio? Un perdono richiesto all’umanità? Ma soprattutto considerato che il personaggio raffigurato in ginocchio è niente meno che Hitler, il perdono è davvero richiesto?

Queste sono solo alcune delle opere dell’artista furbacchione, o almeno così è stato definito in passato. Grande destrezza artistica o capacità di provocazione e alterazione degli sati di coscienza? Talento artistico o fiuto per gli affari? Fatto sta che ogni opera è una calamita di critiche… E ad ogni critica le basi d’asta aumentano vertiginosamente.

Alessandro Iacolucci

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