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Intervista a Mariù De Sica

Donne vere e italianità d'altri tempi.

Il tuo cognome non lascia molto spazio all’immaginazione: tutti associano “De Sica” al cinema. Anche tu inizialmente hai frequentato un corso in scenografia e costume cinematografico presso lo IED, per poi dedicarti completamente alla moda. Come hai capito che era quella la tua strada?

Mi sono sempre lasciata incuriosire da come una persona poteva esprimere il proprio stato d’animo ed il proprio carattere  attraverso un abito, un accostamento cromatico, un accessorio. La mia passione per il cinema è costante, quando si nasce in una famiglia dove tutti bene o male lavora in questo mondo, viene spontaneo affezionarcisi. Ed è per questo che la mia passione per l’abito e l’arredo si sono manifestati con il costume e la scenografia ma piano piano è arrivata fino a raggiungere la moda…  in fondo la comunicazione che avviene dietro la creazione di un abito può coesistere sia in questo che in quel mondo. Tantissimi stilisti hanno lavorato realizzando bellissimi costumi per l’opera ed il cinema. 

Hai iniziato la tua carriera all’interno dell’ufficio Stile Abbigliamento Donna di Salvatore Ferragamo, poi nel 2011 decidi di fondare il marchio Mariù De Sica con il tuo compagno Federico Pellegrini. Lavorare per una grande azienda e avere una linea propria: in cosa è differente e quale pensi sia più appagante per un designer?

La soddisfazione personale avviene in tutti e due i casi. Quando si lavora per un marchio così importante come quello di Salvatore Ferragamo si è onorati e riconoscenti di far parte di quella squadra. E si fa il tutto per soddisfare le esigenze dell’azienda lavorando sodo e cercando di non deludere le aspettative degli altri. Quando invece si lavora per  un progetto proprio le aspettative rimangono le stesse; devi soddisfare il “pubblico”, questa è la cosa più importante. Ma oltre a questo si aggiunge una dose di ansia ed agitazione in più perché stai rischiando il tutto e per tutto da sola, ti sei messa in gioco al 100% e devi cercare di non sbagliare perché oltre  ha diventare  designer hai deciso di diventare anche imprenditrice.

Sicuramente oggi emergere nel mondo della moda senza avere alle spalle un gruppo del lusso è davvero complicato. Cosa consiglieresti ad i giovani che vorrebbero intraprendere il tuo stesso percorso (oltre a trovare un fidanzato manager!)?

Che non bisogna mai arrendersi, perché se decidi veramente che questo è quello che vuoi fare, questo diventa la tua vita, diventa una sfida in un modo così difficile, e devi essere tenace, non devi smettere mai di camminare ed andare avanti. Perché anche se inizialmente i passi sono piccoli e sembrano quasi insignificanti arriverà un momento in cui i piccoli traguardi che hai raggiunto si trasformeranno in grandi soddisfazioni e vittorie. E’ questa la parte bella di questo lavoro…. Ricevere improvvisamente, senza che tu te lo aspetti, soddisfazioni aspettando che queste diventino poi grandi vittorie. E poi se si ha un compagno (che può esserlo anche nella vita privata) che ti sa consigliare e insieme a te cerca di costruire qualcosa di solido, allora la cosa si fa più comoda ma anche più bella. E’ bello poter condividere un obbiettivo.

Qual è il concept dietro Mariù De Sica e chi è la sua donna di riferimento?  

Io voglio raccontare una femminilità sensuale, che si esprime sotto voce, non è mai chiassosa ne ostentatrice; ma è educata, sicura di se e  per questo riesce a conquistare ciò che vuole raggiungere. Gli abiti che realizzo avvolgono la donna non dandole qualcosa di più, ma rafforzano già quello che la donna è. Come se l’abito la aiutasse ad esprimere meglio ciò che ha dentro di se.  

Parliamo della tua ultima collezione per la primavera/estate 2015: cosa l’ha ispirata e quali sono le sue caratteristiche?  

Ho immaginato una donna, che nella sua camera da letto, inizia a prepararsi indossando una sottoveste. L’eleganza di quell’azione , l’attenzione e la delicatezza che richiede e l’atteggiamento così femminile che si ha in quei gesti mi hanno portato ad immaginare questi abiti.  Il concetto di partenza era l’intimo, la lingerie, e il desiderio di traslare la sensualità all’esterno, senza però scadere in un’eccessiva esposizione del corpo femminile.  Il tutto trattenuto dentro delle linee ferme, pulite, minimali che conferiscono una visione moderna e attuale.

Pian piano il marchio Mariù De Sica si sta facendo largo nel panorama della moda italiana. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Vogliamo far crescere il brand all’estero, che già si fa strada  anche grazie al nostro showroom internazionale. Ovviamente Federico ha una sua strategia per sensibilizzare il mercato ma sta lavorando anche sul piano del product placement.  Questa volta, per la nuova collezione che stiamo per presentare a Londra, ci saranno anche degli accessori, questo perché nel tempo cerchiamo di arrivare a presentare al mercato una collezione ben più ampia, che si muova a 360° soddisfacendo la domanda a cui oggi bisogna far fronte. 

Martina Trozzi 

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