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Karl Lagerfeld, radiografia di un genio

A Karl, stilista, regista e fotografo, è stato affidato il titolo di Kaiser della moda contemporanea, la nomina che veniva assegnata agli imperatori della Germania del Sacro Romano Impero. Scopriamo perché.

Sappiamo che è l'immagine ad essere il biglietto da visita con cui ci presentiamo agli altri, e il dottor Lagerfeld ne possiede una particolarmente inconfondibile ed iconica: occhiali da sole, coda di cavallo bianca stile Luigi XIV, guanti in pelle e cravatta nera con spilla di brillanti. Inoltre, a questo unica "divisa" sono spesso stati inspirati molti gadget (come l'orsacchiotto bianco vestito come lui), favorendone il culto della sua personalissima immagine.

La sua vita è un mistero fin dall'inizio; è (forse) nato ad Amburgo il 10 settembre 1933, ma lui sostiene fermamente di essere del '35. E' talmente geloso del suo passato che fece causa alla giornalista di Vogue, Alicia Drake, perché svelò la sua età in una biografia non autorizzata. Fin dall'infanzia emerse la sua vena artistica: indossava farfallini, vestiti tirolesi e camice in seta con tante pieghe. Lagerfeld non frequentò mai una scuola di moda, ma la sua passione e il suo gusto sono indubbiamente innati.

Nel 1953 si trasferì a Parigi, dove nel '55 vinse un concorso per un cappotto sponsorizzato dal Segretariato Internazionale della Lana (particolarmente eccentrico e originale per l'epoca, in lana gialla, era scollato sulla schiena e aveva una spallina attaccata alla manica) e gli fu assegnato un posto da Pierre Balmain. Ma dopo soli tre anni il giovane artista "si era stancato della faccia dell'assistente" e decise di trasferirsi da Jean Patou. Nel 1964 iniziò la sua collaborazione con Fendi, trasformando la loro pelliccia da classica a moderna, e inventando il termine Fun Fur ("pelliccia divertente"), poi disegnò il nuovo (e ancora attuale) logo della Maison: la doppia F. E' necessario però sottolineare come la rivoluzione della pelliccia in casa Fendi, per mano di Lagerfeld, sia stata una delle più importanti metamorfosi avvenute nella storia della moda: prima, negli anni '50, la pelliccia era intera, lunga fin sotto alla caviglia, un modello a campana omogeneo e uniforme, molto seria, formale e autorevole. Karl invece l'ha modificata, reinterpretata e ridisegnata come un capo morbido, versatile, mutevole, ma soprattutto alla moda; ha iniziato a sperimentare tinte diverse, assortimenti e accostamenti di diversi tipi di pellicce e, inoltre, ha "materializzato" la pelliccia anche su accessori, scarpe e borse.

Nel 1980 fondò la sua etichetta, "Lagerfeld", che comprende un'ampia gamma di prodotti della collezione donna, compresi gli accessori, una parte del prêt- à-porter, profumi, orologi e occhiali (dovremmo aspettare la prossima primavera per il menswear e il kidswear). Il sito del marchio, inoltre, rappresenta tutto l'universo di Karl: dalla sua biografia al curriculum, dai "Karlism"(le sue celebri frasi e aforismi) ai "Karl likes"(cosa ama e cosa odia, raccontato come se fosse il suo blog personale). Ma è forse questo marchio l'unica macchia della carriera Lagerfeldiana, dato che non riesce a imporsi sul mercato?

Attualmente Karl è il direttore esecutivo di Chanel (dal 1983 della linea d'alta moda e dal 1984 del prêt-à-porter),di cui ha saputo ri-aggiornare lo stile con il suo tocco sempre provocante e quasi trasgressivo, senza tralasciare l'eredità di Coco.Proponendo tessuti e accessori che nessuno in passato, e probabilmente in futuro, avrebbe mai portato in passerella (ricordiamo le sneakers in tweed), Lagerfeld ha creato molti oggetti innovativi per la maison Chanel, espandendo il marchio oltre i confini del mercato della moda: scarpa con il tacco a pistola, la concept-car Chanel Fiole, una lussuosa moto, un "segway" con porta borsetta 2.55 annesso, i temporary-tattoos firmati Chanel. Ma soprattutto sono molto celebri le passerelle scenografiche che ha allestito per la maison francese: il Grand Palais di Parigi si è trasformato in un casinò, in una strada parigina, poi in un supermercato e in un aeroporto. Lagerfeld riesce a tenere sempre la stampa e i fashion addicted con il fiato sospeso, curiosissimi di scoprire cosa si inventerà ogni volta. Inoltre collabora da anni con prestigiosi brand quali Chloé, Hogan, Rolex, Macy's e H&M, per i quali realizza frequentemente capsule-collection.

Lagerfeld è famoso anche per la sua drammatica dieta - è riuscito a perdere 42 kg in 13 mesi per piacersi allo specchio - e, oltre alla moda, ha un altro grande amore: la sua gatta Choupette. La gatta birmana, ereditiera, ha un account Instagram e Twitter ed è seguita giornalmente da uno staff specializzato. Inoltre Karl, il suo amato padrone, le ha dedicato una piccola collezione.

Karl è anche un prestigioso fotografo e regista, spesso è lui a stare dietro l'obiettivo durante le riprese per le campagne pubblicitarie delle maison di moda con cui collabora, e in un'intervista afferma: "La fotografia fa parte integrante della mia vita. Racchiude il cerchio delle mie preoccupazioni artistiche e professionali. Oramai percepisco il mondo attraverso l'obbiettivo. Questo contribuisce a un distacco critico del mio lavoro, e mi aiuta più di quanto potessi immaginare". Hanno avuto molto successo il calendario Pirelli 2011 e i cortometraggi da lui diretti. Il prossimo appuntamento di Lagerfeld, che va assolutamente segnato sull'agenda, è per il 1 dicembre 2015. Chanel, con la sua collezione Métiers d’Art (che prevede tutti gli abiti che raccontano l’artigianalità e la capacità professionale degli artigiani che lavorano nell'atelier couture di Chanel), sfilerà per la prima volta a Roma. Verrà anche proiettato il cortometraggio diretto e girato da Karl, dove Kristen Stewart interpreta la giovane Mademoiselle Coco.

Non ci resta che provare ammirazione, curiosità e stupore per il dottor Lagerfeld. E anche chi non ama il suo stile o le sue collezioni, saprà apprezzare il suo entusiasmante genio.

Ludovica Leonardi 

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