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Iosselliani: Intervista esclusiva ai designer

Iosselliani nasce a Roma nel 1997 dall’incontro tra Roberta Paolucci e Paolo Giacomelli, che partendo dalla tradizione e dalla minuziosa ricerca su materiali e lavorazioni creano gioielli estremamente contemporanei.

Gli accessori, i gioielli in particolare, sono il vostro mondo. Perché avete scelto di renderli protagonisti del vostro brand?

Non ricordo… Tu, Paolo? (ride Roberta, ndr) A parte gli scherzi, la nostra linea è nata da un incontro d’amore che ha visto nascere Iosselliani.

Il design anni ’20 è il punto di riferimento di Iosselliani, infatti tutte le vostre collezioni sono fortemente influenzate dallo stile liberty e art déco, come mai siete così appassionati di questo periodo?

Sono gli anni del surrealismo, dell’espressionismo tedesco, delle notti folli e delle donne sono forti. Riassumono estrema eleganza e audacia: ci si vestiva ed ingioiellava per uscire a folleggiare. Non a caso il design era incredibilmente moderno e sensuale, gli archivi di bigiotteria di quegli anni nascondono dei veri tesori, noi ci mettiamo la nostra epoca, la nostra anima rock… ed ecco Iosselliani!

Paolo ha iniziato la sua carriera creando gli accessori da passerella per famosi stilisti come Antonio Marras, Alessandro dell'Acqua, Kenzo, Missoni, Romeo Gigli, Fiorucci… Poi, insieme a Roberta, avete lanciato il vostro marchio di gioielli aprendo il primo negozio monomarca R-01-IOS a Roma. Lavorare per una grande azienda e avere una linea propria: in cosa è differente e quale pensate sia più appagante per un designer?

Indubbiamente essere scelti da altri affermati designer come partner per dei progetti è una prova importante, ti fa vedere cose inaspettate e relazionare con persone nuove, quindi è molto stimolante e gratificante. Ma devo dire che lavorare in coppia è già di per se un confronto costante, con le sue difficoltà da gestire. Non sapremmo scegliere cosa sia meglio per noi, continuiamo a fare entrambe le cose.

Il vostro progetto è nato e cresciuto a Roma, in particolare nel quartiere Pigneto, nonostante oggi abbiate flagship store anche a New York, Tokyo e Osaka, continuate a vivere e lavorare nella Capitale. Come mai questa scelta?

La nostra meravigliosa città, ricca di contraddizioni, è quella dove vogliamo continuare a vivere e lavorare. Il mercato vive un momento difficile, è vero, ma con un progetto, la costanza e una buona dose di coraggio, si riescono ancora ad ottenere risultati importanti. Abbiamo un team meraviglioso con il quale condividiamo un equilibrio di visioni spesso diverse ma sempre complementari e riusciamo anche a divertirci. Sarà il clima? La bellezza che ci circonda?

Il vostro è un sodalizio a 360°: oltre ad essere compagni di lavoro siete anche compagni di vita. In cosa siete simili e in cosa invece differenti, quali sono i punti di forza dell’uno e dell’altro?

I nostri punti di vista si intersecano nel desiderio di una bellezza diversa da noi, unica e mutevole, da verificare e “generare” ogni giorno. Ogni giorno il nostro lavoro ci allontana e avvicina, una continua sfida d’amore e passione.

 

Parliamo dell’ultima collezione: a cosa vi siete ispirati nel crearla, quali sono le sue caratteristiche?

Per la collezione Spring Summer 2015 ci siamo ispirati al tema militare, divertendoci nella ricerca sui capi militari originali provenienti da vari paesi. Abbiamo poi rivisitato il tutto in chiave iper contemporanea e “à la Iosselliani”: abbiamo scucito il tessuto per trasformarlo in gioiello, rendendo i classici dettagli delle uniformi decorazioni glamour, come ad esempio le spille a forma di stella che ricordano mostrine militari. Il risultato è davvero incredibile.

Punti vendita che commercializzano il vostro brand in moltissimi paesi, grande spazio sulle più autorevoli riviste di moda, amatissimi dai clienti. Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Coltre ai gioielli, ci stiamo divertendo anche nella progettazione di oggetti di utilizzo comune, come la lampada Black Hole Sun ed il candelabro Circus, entrambi presentati nelle ultime due edizioni di ART BASEL/MIAMI. Questo è un nuovo settore del quale stiamo esplorando le possibilità.

Ogni giorno una nuova idea, un nuovo progetto, e non come modo di dire. Spesso abbiamo un tema di ispirazione, lo seguiamo ed appena l’abbiamo sviluppato inizia una nuova strada verso qualcos’altro, via con un altro tema!

Martina Trozzi

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