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Buyer + influencer = "inflyers"

Quando i buyer fanno tendenza.

Siamo sicuri che se dici buyer dici solo compratore? Questi, infatti, non solo debbono possedere molto più di un semplice occhio per gli affari, ma soprattutto brillare per doti relazionali, perfetta conoscenza dei propri rivenditori e di conseguenza del target di vendita, senza dimenticare uno sguardo lungimirante per quanto riguarda le tendenze e la moda in generale. Eppure nell’ultimo periodo sembra che al portfolio di un buyer bisogni aggiungere una nuova e forse inevitabile voce, quella di influencer. Molti in questo settore si sono, infatti, affermati come nuove voci autorevoli di street-style e trendsetting, cominciando a vantare cifre a molti zeri tra seguaci e like su tutte le piattaforme social.

Vediamo alcuni esempi: primo fra tutti Justin O’Shea, di origini australiane ma cittadino del mondo, che da un passato (quasi incredibile, ndr) nel settore delle miniere è giunto al sistema moda grazie ad esperienze in diversi store internazionali fino ad essere nominato buying-director di Mytheresa.com, rivenditore online di moda di lusso con sede a Monaco di Baviera. Brillante approccio pratico ed entusiasta lo hanno reso l’influente professionista che è oggi. I suoi tatuaggi, la barba e uno stile tanto personale quanto elegante ne hanno fatto un divo dei social dove vanta 69,4 K di seguaci.

Altro nome maschile, che non poteva assolutamente mancare, è quello di Nick Wooster, noto buyer americano e direttore di grandi magazzini come Neiman Marcus, che ha portato lo stile preppy ad un altro livello e rivoluzionato lo stile di strada per i nostri lui. Inoltre ha recentemente creato una capsule collection per Lardini, “Lardini+Wooster”, esempio calzante della perfezione "Made in Italy", accontentando i 373 mila followers che non vedono l’ora di incrociarlo tra gli spazi del Pitti Uomo per avere un suo consiglio o scattarsi un “selfie-calamita per like”.

Ma gli “inflyers” di spicco non sono esclusivamente uomini, come dimostra Elina Halimi, art director e founder del gruppo e della boutique multibrand Kabuki di Parigi, nonché consulente e stylist per numerosi marchi. Donna cosmopolita e stilisticamente acuta, ha saputo creare un prodotto inusuale per il tempo, riuscendo a vantare la conquista di numerosi brand di lusso e una voce autorevole per quanto riguarda la moda ed i numeri di seguaci sulle piattaforme social a 360 gradi.

Seconda, ma non per importanza, un’altra founder e art director di un celebre store parigino, Sarah Andelman, che, grazie al marchio Colette, si è affermata mixando stravaganti prodotti di lifestyle e nomi del lusso con brand di strada, lasciando anche spazio alle realtà emergenti. Numerose sono le sue edizioni limitate, realizzate a braccetto con molti stilisti d’elite, senza contare che il suo personale metodo di vendita al dettaglio ha ispirato numerosi rivenditori in tutto il mondo.

A concludere un nome tutto italiano, ossia quello di Beppe Angiolini, ex presidente della Camera Italiana Buyer Moda, che iniziò la sua carriera negli anni Settanta con la prima boutique Sugar, rimasta famosa per marchi di ricerca a livello internazionale. Fu inoltre tecnico di Pitti Immagine e parte di numerose giurie volte alla selezione delle nuove leve nei principali contest intercontinentali. E' questo un vero esempio "Made in Italy" di come conoscere la moda porti a venderla e a saperla raccontare anche attraverso i social network.

Tiriamo le somme: un inflyer è un compratore, ma anche un attento osservatore, previdente uomo/donna d’affari, profondo conoscitore di moda e lifestyle, influente gestore di profili social, brillante esperto di PR, ideatore di novità ed esigente ricercatore, nonché geniale sfruttatore della corrente del momento. Tutta un’altra pasta insomma.

Ilaria De Leonardis

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