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Iconize: Marco Ferrero Exclusive Interview

Nella seconda metà del XX secolo, in un mondo dominato dal consumo, la Pop Art sconvolge completamente il concetto di arte rendendo l’insieme di stimoli visivi che circondano l’uomo oggetto della propria indagine. Addio quindi ai drammi dell’interiorità e alla depressione elevata a profondità d’animo, via libera invece a colori sgargianti, immagini ripetute infinite volte, personaggi della cultura popolare e oggetti d’uso comune resi simbolo. Oggi, in un mondo della moda dominato da una visione funerea, da modelle emaciate e colori cupi degni di un film horror, i veri rivoluzionari sono quelli che tornano a parlare un linguaggio popolare e gioioso. Marco Ferrero, in arte Iconize, punta proprio a questo: trasformare se stesso e il suo lavoro in un’icona contemporanea. Come? Attraverso lo strumento di massa per eccellenza, internet, che in pieno spirito pop va a sostituire la televisione degli anni ’50.

Sbirciando sul tuo sito vediamo lavori da fotografo, video editor, addirittura designer… chi è Marco Ferrero e in cosa consiste il progetto “Iconize”?

Penso che un artista debba essere completo in tutto ciò che fa, se c'è della creatività in una persona, deve essere usata a 360 gradi. Io di idee ne ho da vendere.. Quindi è anche per questo che mi diverto e mi lascio andare in diversi campi! Credo di avere un buon occhio: riesco a trasmettere ciò che è nella mia testa attraverso la mia macchina fotografica concretizzando il tutto in foto o video.

Parliamo della scelta del nome “Iconize”. Il tuo obiettivo è quello di “rendere un’icona” la persona con cui lavori, ma a giudicare dal successo che stai ottenendo sui social ormai anche tu sei diventato una vera e propria icona. Quale credi sia l’elemento che attrae le persone e come vivi il fatto che per i tuoi tantissimi followers sei diventato un modello da imitare?

E’ vero, il mio obiettivo e sempre quello di rendere icona il personaggio con cui lavoro, cercando di trasmettere il mio stile agli altri. Sì, mi sono ritrovato ad avere molti follower sui social: la chiave vincente sta sempre nel trovare qualcosa che altri non fanno, ad esempio il mio modo "matto" di espormi è una cosa fuori dagli schemi! Ma oltre alla pazzia la gente capisce e apprezza il fatto che faccio davvero tutto io e che le idee e tutto il resto sono solo esclusivamente sale della mia zucca (ride, ndr)!

Andy Warhol diceva “Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti”. Il sistema mediatico di oggi tende a sostituire le star con la gente comune trasformandola in personaggio pubblico da emulare. Credi che il fenomeno degli web influencer sia solo passeggero, pronto ad essere rimpiazzato dalla prossima moda, o pensi che sia diventato una professione a tutti gli effetti?

Penso che dipenda da quanto una persona sia capace di sfruttare il momento: è giusto cavalcare l'onda ma bisogna anche saperci stare su e reinventarsi sempre per non annoiare il pubblico. Se qualcuno ha del vero talento e c’è della sostanza in quello che fa, può nascere da web, dalla tv, dalla radio o da qualsiasi strumento mediatico, i risultati arrivano sempre!

Ma non è solo il tuo personaggio ad essere estremamente pop, anche il tuo lavoro si discosta parecchio dallo stile minimalista e concettuale di tanti creativi del momento. Come mai hai scelto di seguire un filone più “commerciale” (nel senso buono del termine) e come nasce l’ispirazione per i tuoi lavori?

Penso che una volta che riesci a crearti un personaggio sia tutto più semplice… La mia non è una scelta commerciale, non cambio dalla vita privata a quella professionale, sono semplicemente fatto così, quindi il mio essere “pop” si trasmette sui miei lavori!

Ultimamente hai ritratto la tua amica Aurora Ramazzotti per Trussardi e curato l’art direction del video “Blocco Boyz” di Emis Killa. Quali sono i tuoi progetti futuri?

Continuare a creare e non fermarmi mai! Il mio sogno nel cassetto è creare video e curare la direzione artistica ad Hollywood… Incrociamo le dita!

Martina Trozzi

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