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Giorgio ma quante ne combini?

Giorgio Armani manda in libreria un memoir in cui racconta di sé, della moda e della rivoluzione nel costume che lui stesso ha provocato.

Ho voluto questo libro perché c'erano ricordi, sensazioni che preferivo esternare anziché portare via con me.

Sarebbe plausibile pensare che uno stilista disegni e produca solo vestiti, ma per il nostro Giorgio Armani non è così, sembra davvero non bastargli mai. Come un vero sovrano, Re Giorgio ha deciso di conquistare il mondo, e lo fa, sempre e comunque con il suo stile inconfondibile. Dai capi di abbigliamento agli accessori, agli arredi, agli hotel per arrivare addirittura all’editoria, prima con “I cretini non sono eleganti”, un libro dedicatogli per i suoi ottanta anni e adesso, “Giorgio Armani”, una biografia per festeggiare il compimento dei quaranta anni di carriera.  Insomma, gira che ti rigira il nostro designer piacentino è come il prezzemolo, sempre in mezzo a tutto, ma non necessariamente troppo invadente. 

Un memoir scritto a quattro mani con la giornalista inglese Suzy Menkes in cui lo stilista ha voluto, attraverso una scelta di foto inedite, ripercorrere tutte le tappe più importanti della sua vita. Tanti, infatti, sono stati gli step che hanno portato King George all’odierno potere. Qualche data? Dalle origini piacentine ai ben noti esordi milanesi nel reparto pubblicità della Rinascente nel 1957. Passando per la prima collezione creata per il marchio Hitman di Nino Cerruti (cui sarà per sempre riconoscente) fino a quella prima, personale linea donna del 1976, rivoluzionaria nei suoi tailleur e giacche maschili, creata già al tempo con grande razionalità. Mai eccessivo, nella moda come nelle frasi: “Eliminate il superfluo, enfatizzate la comodità e riconoscete l’eleganza del poco complicato”. Una storia sentita e vera; la storia di un uomo di provincia tenace, a volte schivo, timido, ma determinato, che ha costruito un’estetica riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Una storia che per la prima volta lo stesso Giorgio Armani racconta nel suo libro; un percorso celebrativo sviluppato non in modo cronologico, ma tematico, affrontando i tanti campi che hanno visto impegnato Armani, a partire dal cinema.

Il volume però, afferma il designer: “Non è un'autobiografia, ma un accompagnamento alle mie foto, al mio lavoro”. Tra immagini private e quelle che riassumono per capitoli quarant’ anni di carriera come le sfilate, il Silos, le collaborazioni con Hollywood, prende forma, così, la grande rivoluzione portata avanti da Armani. “La mia rivoluzione è stata sussurrata ma pesante, ho scardinato le regole dell'abbigliamento, come proporre un abito da sera con il tacco basso, togliere rigidità alla giacca, immaginare che una donna potesse essere vestita come un uomo”. Il successore di Armani? “Il mio ego mi fa dire che non ci sarà mai più nessuno come Armani”. Modesto il ragazzo!

Lo si vede anche dal fatto che, durante il fashion show della presentazione della sua nuova collezione SS 2016, lo stilista ci ha deliziato dando in anteprima la notizia dell’uscita della sua biografia; una news che poteva risparmiarsi visto la bella figura che aveva fatto con la sua nuova linea. Come se il suo nome non fosse già dappertutto anche su un libro dovevamo proprio vederlo? Per non parlare poi dell’immagine di copertina: l’ingrandimento del faccione dello stilista da bambino bisogna ammettere che è un tantino inquietante a guardarlo. Caro Giorgio, ma con tutte le foto che ti ritrovi, potevi sceglierla pure una migliore! 

Indubbiamente, lo scopo di Re Giorgio era quello di creare un vero e proprio manifesto di stile, un repertorio iconografico, uno spaccato di lifestyle sulla sua vita in cui pubblico e privato si fondono insieme in un percorso fluido e continuativo. Peccato che il risultato finale sia stato “abbastanza” noioso. Dato che lo stilista ha sempre detto che se nella vita non si fosse occupato di moda avrebbe voluto fare il regista cinematografico, ma perché non gli è passato per la mente di fare un fashion film come è accaduto per molti designer famosi quali Donatella Versace, Valentino e Yves Saint Laurent. Altro che biografia!

Nonostante tutto, Giorgio Armani rimane sempre e comunque il nostro Re Giorgio, “sintesi” di bellezza ed eleganza e allo stesso tempo un genio della moda capace di guardare il proprio tempo con lo sguardo di chi ha compreso i segreti della propria passione. E tutto il resto è storia. 

"È una questione di eleganza, non solo di estetica. Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È trovare la novità e l'invenzione senza ricorrere alla stravaganza. È gusto e cultura."

Alessandra Rosci

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