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Intervista a Domenico Cioffi

Una nuova Space Age sta invadendo la moda.

Sei di origini italiane, ma olandese di adozione. Si tratta di due paesi apparentemente molto lontani culturalmente. In cosa tu e le tue creazioni siete più “mediterranei” e in cosa più “nordici”?

Si è vero sono due paesi completamente differenti, ma anche con molti punti in comune nei pregi e nei difetti ve lo assicuro. Quando comincio a progettare una collezione penso di essere più mediterraneo sulla ricerca forme e sui tagli dei capi, mentre ho un approccio più nordico per quanto riguarda la scelta dei materiali e dei tessuti che andrò ad utilizzare. 

Com’è iniziata la tua avventura nel mondo della moda e qual è il concept dietro al brand Domenico Cioffi?

Ho cominciato per gioco poco più di due anni fa sflilando ad Amsterdam, nelle stagioni successive poi è diventato tutto più serio e strutturato.  L’idea di partenza era quella di riprendere il tema della space age e cercare di reinterpretarla con gli occhi di oggi citando alcuni materiali dell’epoca  e studiare nuove silhouette.

Sei uno stilista emergente molto giovane. Come mai la scelta di lanciare una tua linea dopo aver lavorato come designer per delle grandi aziende? In cosa le due cose differiscono e quale pensi sia la strada più appagante per un creativo?

Penso che dopo aver lavorato per un po’ di anni in diverse aziende, la voglia di mettersi in proprio diventi molto forte nella mente di ogni designer. Certo non è un passo  semplice da fare e soprattutto tenere il progetto vivo nel tempo. Con questo voglio dire che non esiste una strada più appagante dell’altra, possono esserlo tranquillamente entrambe.

Parliamo della tua ultima collezione: da cosa è stata ispirata e quali sono le sue caratteristiche? 

Per la prossima estate mi sono ispirato alle opere di due artisti spagnoli, Pablo Palazuelo e Lola Dupre, ho disegnato capi con linee semplici e pulite usando materiali da un lato naturali come il cotone e Taffetà, contrapposti ad altri più tecnici ed armaturati come PVC e reti a nido d’ape, indagando poi su alcuni materiali utilizzati per la scherma. Con argento e pelle nera laserata invece ho creato dei labirinti optical che catturano l’attenzione in punti strategici del corpo.

Ti stai facendo largo nel panorama della moda italiana e stai ottenendo un grande successo. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Attualmente non ho grossi progetti per il futuro, spero solo di far crescere il mio brand stagione dopo stagione.

Martina Trozzi

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