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Intervista ad Avaro Figlio

La demi-couture che nasce nel giardino dell’Eden.

Partiamo dal nome, sicuramente curioso e inusuale: come mai la scelta di chiamare il brand Avaro Figlio?

Ho voluto ricreare attorno al nome del marchio una storia, una fantasia che rimanda ad Adamo ed Eva ed al giardino dell'Eden. Avaro Figlio è un personaggio immaginario: un figlio tentatore, “avaro” perché desidera tutto per sé. Il simbolo del marchio è l'animale che per primo provocò la donna, un serpente avvolto nel simbolo dell'infinito, tentazione eterna.

Avaro Figlio propone creazioni eleganti ma estremamente indossabili, rese grazie a materiali di prima qualità ed una lavorazione artigianale.  Una sorta di sfida alla dittatura del fast fashion?

Sfida è una parola importante, siamo un brand giovane e trasmettiamo la nostra grinta in tutto ciò che realizziamo, stiamo costruendo basi solide con una forte identità. Nel 2009 quando abbiamo iniziato il mondo della moda era già molto affollato, occorreva portare qualcosa di nuovo, qualcosa di particolare ma non inaccessibile o fine a sé stesso. Abbiamo creato un prodotto nuovo, curioso ed interessante a livello di prezzo, qualità e design. Proponiamo una linea di demi-couture, un ponte tra abiti da sera e pret-à-porter cercando di essere competitivi sul mercato. 

La filosofia del marchio mette al centro della creazione di ogni modello la volontà di rispondere ai desideri e alle esigenze di colei che lo indossa, valorizzandola al meglio. Chi è la donna Avaro Figlio?

Non abbiamo un tipo di donna, non mi piace l'idea di inquadrare, classificare. Noi esprimiamo uno stile molto audace, elegante ma colorato, che spicca nel grigio che spesso si trova a Milano. Non sono quindi capi “facili” da indossare e ogni donna che lo fa ha sicuramente una personalità che non ha timore di apparire, anzi. Diciamo che non siamo noi a dirigerci, a creare per una certa tipologia di donna, uno standard. E' la donna che sceglie il nostro brand, come una sorta di selezione naturale.

Parliamo dell’ultima collezione, quella primavera-estate 2015: da cosa è stata ispirata e quali sono le sue caratteristiche? 

Prospettiva ed effetti ottici ispirati ai giardini pensili rinascimentali, natura e architettura per la SS15 Collection di Avaro Figlio. Silhouette e tagli sinuosi, i must del brand sono riproposti in varianti monocromatiche a contrasto con gli audaci colori delle stampe e degli inserti. Forme e volumi spaziano a 360° tra rigidità e leggerezze. Un’allure fresca e dinamica nata dal mix tra pulizia dei tagli e volumi simmetrici, sottolineata da una palette cromatica ridotta che gioca tra stampa e scacchiere in pelle. Dettagli in crinolina traslucidi fanno da base per i taffettà stampati e diventano inserti nei tagli dei corpini e delle gonne. Focus sui giochi cromatici ad effetto caleidoscopio del plissé stampato. Peonie gialle, blu e nere traboccano in degradè̀ su geometrie ispirate all’architettura urbana. La stampa viene riproposta su diverse basi dando una naturale diversità cromatica ai capi. Strade, palazzi e scale diventano un motivo a raggi ed incroci esaltando i fiori e la loro cromatica. 

Avaro Figlio si è affermato in breve tempo nelle capitali della moda internazionale come Parigi, New York e Dubai. Quali sono i progetti per il futuro? 

Di progetti ne abbiamo tanti e abbiamo raggiunto ora una maturità concreta per affrontarli. Vi potremmo parlare di Stati Uniti, di capsule collection e collaborazioni… ma per il momento “no comment”, non vorrei scoprire le sorprese proprio ora!

Martina Trozzi

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