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Intervista ad Antonio Grimaldi

Antonio Grimaldi è innovazione, artigianalità e mutamento di una femminilità che si reinventa senza dimenticare la tradizione. E’ haute couture che emoziona.

Partiamo dal principio. Quale é stata la sua formazione da stilista? 

Ho iniziato all’Istituto d’Arte di Salerno, dove ho conseguito il diploma per poi proseguire la mia formazione in una Scuola di Alta Moda nella Capitale. Inoltre, ho collaborato con una storica maison di haute couture romana dove ho iniziato la mia carriera da designer, avvicinandomi anche all’universo della modisteria italiana. Un mondo affascinante e ricco di stimoli intellettuali. 

Oggi é uno stilista affermato a capo della firma d’alta moda che moda che porta il suo nome. Quando e perché ha deciso di dedicarsi ad una realtà così dell’élite come l’haute couture?

Dopo la formazione a Roma, capitale dell'haute couture e dell'alta sartorialità italiana, il processo è stato conseguenziale. L'alta moda è stata la naturale evoluzione del mio percorso stilistico e creativo, che si è concretizzato ultimamente anche nel prêt à porter. Mi piaceva l'idea di vedere una donna che potesse vestire le mie creazioni non solo per le grandi occasioni, ma anche nella vita di tutti i giorni, a 360° insomma. 

Quale femminilità racconta all’interno della sua moda?

La donna Antonio Grimaldi è una donna eterea, sofisticata, dalla grande sensibilità. E' attenta ai dettagli, ironica e sa prendersi in giro vestendosi di leggerezza. Una Venere botticelliana, mai volgare, che preferisce la sensualità all'essere sexy e aggressiva. 

Le sue creazioni vengono descritte come innovative, ma legate alla tradizione. Dove troviamo l’una e dove l’altra?

La tradizione é presente nelle ispirazioni. Culture e  civiltà differenti, orientali e occidentali appartengono alla mia moda. E si incontrano in essa. La contemporaneità e l'innovazione stanno nel rendere attuale il mondo passato anche attraverso nuove tecniche materiche e sartoriali, come gli intarsi al laser e la pittura su tessuto con aerografo.

Da cosa parte nella progettazione di una collezione e in cosa si appassiona di più?

Si parte dalla scelta dei tessuti, dalla palette cromatica, dalle stampe ai decori, per passare poi al tema e all'ispirazione della collezione. Nasce, così, il disegno che in corso d'opera può anche essere modificato sulla base del tessuto e quindi adattato alla materia. Sicuramente la ricerca delle texture è la parte più stimolante dell'intero processo creativo, perché consente di interpretare l'abito, renderlo proprio e firmarlo come stilista.

Oltre che come stilista internazionale, si parla di lei come cittadino del mondo. Perché?

Amo tutte le culture, non mi piace sentirmi solo ed esclusivamente italiano. E'  affascinante mettersi nei panni di persone che vivono dall'altra parte del mondo ed è assolutamente bello realizzare un prodotto made in Italy, che si sposi con i gusti dei più diversi mercati internazionali

Come racconterebbe il futuro della maison Antonio Grimaldi?

Stiamo lavorando per proporre una linea di accessori e scarpe attraverso il licensing. Inoltre stiamo pensando anche una linea di sportswear. Non solo alta moda ma un guardaroba completo per ogni occasione, firmato Antonio Grimaldi.

Ilaria De Leonardis

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