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Andrea Incontri: Il designer di Tod’s racconta l’amore per l’artigianalità italiana

Sei laureato in architettura e hai una grande passione per l’arredamento, in che modo l’interior design influenza la tua moda? 

Mi hanno sempre affascinato gli arredi e le mie prime esperienze professionali sono state nel mondo dell’interior. Ho iniziato ad interessarmi di moda vestendo gli spazi, in secondo luogo c’è stata la progettazione di prodotti di design.

Grazie ai progetti ai quali ho partecipato ho sviluppato una passione incredibile per i tessuti e per i processi produttivi e questo mi ha permesso oggi di creare stoffe che riescono sempre a conquistare.

Le tue prime esperienze nel mondo della moda sono avvenute in alcune storiche aziende italiane di pelletteria e tessuti. Alcuni anni dopo sei stato chiamato a rappresentare l’eccellenza del Made in Italy nella sfilata organizzata da Vogue a Dubai. Quanto è importante la parola “artigianalità” nel tuo lavoro?

Sin dall’inizio il mio pensiero fisso nella progettazione è sempre stato l’eccellenza della manifattura italiana. Cerco sempre di collaborare con i migliori artigiani in Italia e senza dubbio questo rappresenta un tratto distintivo della mia identità progettuale.

Dopo diverse collaborazioni con marchi famosi, nel 2009 hai debuttato con il tuo marchio Andrea Incontri. Qual è la filosofia dietro il brand e quali i suoi tratti distintivi? 

Alla base della mia visione c’è l’intenzione di reinterpretare i grandi classici in chiave moderna, per uomini e donne contemporanei, sempre in movimento. Gli accessori sono stati sin dal principio il mio modo di interpretare lo stile e di tradurlo in materia, ma anche l'abbigliamento è influenzato da questa visione. 

Nel 2010 hai vinto il talent Who’s On Next promosso da Vogue Italia. Per te cosa ha significato vincere un concorso così prestigioso, soprattutto nella categoria accessori?

Quattro anni fa durante Pitti ho inaugurato il mio percorso professionale con il concorso Who’s On Next, presentando una collezione focalizzata sugli accessori, da sempre il mio punto forte. Ho avuto la possibilità di crescere personalmente e professionalmente e questo mi ha permesso di trasferirmi a Milano, dove ho avuto modo di delineare maggiormente l'identità del marchio. Firenze è il luogo che mi ha portato fortuna e sono contento di essere tornato al Pitti con la mia ultima collezione menswear FW15-16.

 

Dal 2014 sei stato nominato direttore creativo di Tod’s Uomo. In cosa si differenziano il tuo processo creativo, e dunque il risultato finale, tra il brand che porta il tuo nome e la storica maison? Cosa tiene unite e cosa invece differenzia le ultime collezioni A/I 2015-2016?

Entrare a far parte del gruppo creativo di Tod’s, in qualità di creative director per le collezioni uomo non è solamente un onore ma una vera e propria sfida. Qualità, italianità e contemporaneità sono valori di Tod’s che già fanno parte della mia personale visione dell’uomo. Il mio intento è quello di svilupparle, tenendo sempre presente l’importanza delle radici di un brand ricco di storia e di artigianalità.

Martina Trozzi

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